Cosa si cela nella Stanza delle Meraviglie?

"Giaciamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle".
Questa è una frase che Ben, bambino di 11 anni, non riesce a comprendere, eppure sua madre l'aveva appiccicata allo specchio con del nastro adesivo, ma non le voleva spiegare il suo significato.
Colleziona nella sua stanza oggetti di ogni sorta e cerca da sempre di scoprire chi è suo padre. 

Rose, invece, colleziona fotografie prese dai giornali della sua attrice preferita, Lillian Mayhew, nonché sua madre e cerca disperatamente di fuggire da suo padre per raggiungerla a New York.


Entrambi sono accomunati dagli stessi desideri e problemi: sono alla ricerca di loro stessi e sono entrambi sordi (Rose dalla nascita, Ben da quando un fulmine l'ha colpito). Una cosa non li accomuna affatto: sono in due epoche diverse: Rose è una bambina di 11 anni nel 1927, Ben lo è nel 1977. Eppure entrambi vivono momenti simili all'interno di un film che è quasi del tutto muto: le persone parlano, ma loro non le sentono.

I colori spiccano in questo film che racconta il dramma dei due bambini e della loro speranza di trovare un posto nel mondo; nel 1927 tutto è in bianco e nero, proprio come in un film muto, nel 1977, invece, spiccano i colori tendenti all'arancione che caratterizzano l'America in quegli anni, quasi come se tutto fosse visto attraverso un filtro. 

Ben e Rose si incontreranno, nell'epoca di Ben ovviamente, e ad accomunarli saranno i libri e i musei.

Scopriranno di essere legati l'uno all'altro da un filo che non sapevano esistesse e finalmente troveranno le risposte alle proprie domande e la serenità che cercavano da tempo, ma soprattutto comprenderanno cosa significa guardare le stelle.

Un film drammatico tratto dal libro omonimo di Brian Selznick che vale la pena di guardare e comprendere, soprattutto captare l'essenzialità dei gesti, delle emozioni quasi del tutto prive di dialoghi.

Shake Your Mind!

Fonte immagini:
- http://cinemateatro.donboscorivoli.it