Parigi a Piedi Nudi



Fiona (Fiona Gordon) è una bibliotecaria solitaria, vive in Canada isolata da tutti e circondata dai ghiacci. Riceve una lettera da Parigi dalla vecchia zia Martha (Emmanuelle Riva): la zia ha paura di finire in un ricovero per anziani e chiede aiuto alla nipote che, zaino in spalla, vola in Francia. 

Però nel frattempo Martha, per sfuggire ai servizi sociali, abbandona il suo appartamento prima che arrivi la nipote, che non riesce a trovarla. Fiona, disorientata, vagando per la città si innamora inaspettatamente di Dom (Dominique Abel), un clochard che vive lungo la Senna, che l’aiuterà a cercare la zia, tra un’avventura e l’altra. 



Il film è stravagante e riprende il cinema muto di Charlie Chaplin, con la tecnica del mimo. La sceneggiatura è essenziale e forse la storia d’amore è penalizzata dall’uso eccessivo della mimica. Lo stile burlesque rende i dialoghi interessanti: sono raccontati episodi drammatici con leggerezza. 

I temi centrali sono quelli che spaventano ognuno di noi: la vecchiaia, la paura di rimanere soli, la povertà. Il filo conduttore è la ricerca di quella compagnia che i personaggi cercano di trovare l’uno nell’altro, seppur in modi diversi. 
Interessante e bizzarra è la scenda del balletto tragicomico tra Martha e Norman (Pierre Richard) al cimitero di Père Lachase, nonché quello tra Fiona e Dom sulla Tour Eiffel



Leggerezza e stravaganza che accompagnano temi seri e talvolta pesanti, se fossero affrontati in modo diverso. 
Parigi a Piedi Nudi è una commedia particolare, ricca di contrasti tra reale e surreale. Il tutto si basa sull’alternanza di momenti comici e drammatici, esperienze raccontate in modo insolito, fuori dagli standard dei film che siamo abituati a vedere al cinema.