Parlando di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”..

“Tre manifesti a Ebbing, Missouri”  è un film incisivo. Crea incrinature nell’animo. Divisioni di opinioni. Contrasti e riflessioni su cosa sia giusto e sbagliato e quanto si possa fare per ottenere Giustizia.

Il film diretto da Martin McDonagh  è vincitore di vari premi cinematografici  e meritatamente lascia il segno ritagliandosi una posizione degna di nota nel mondo cinematografico a cavallo di più generi: Drammatico, Commedia nera, Giallo

Notevoli le interpretazioni degli attori, in primis quella di Frances McDormand, che interpreta Mildred Hayes, madre di una ragazza violentata e uccisa e di cui non si sa chi sia l’assassino. Il personaggio della McDormand ha il volto segnato e offeso e incarna la determinazione dolente e fiera, incattivita e inflessibile, in bilico fra voglia di giustizia e sete di vendetta.


A volte irriverente, fino all’esagerazione tipica del mondo del cinema, ricca di colpi di scena e prese di rotta inaspettate, la pellicola cattura l’attenzione dello spettatore; fatto non scontato se consideriamo i difficili argomenti che costituiscono il tessuto della storia!
I temi vanno dalla perdita violenta di un figlio alla sete di vendetta, passando per la violenza e toccando una malattia mortale; e ancora... il razzismo, il suicidio, e l’omofobia. Il tutto è immerso ed evolve in un’atmosfera tragicomica che permette di affrontare, con un sorriso amaro (e anche qualche lacrima commossa) la storia.
Il pubblico può così facilmente seguire (e assorbire) i vari argomenti proposti, dall’inizio alla fine della proiezione.


Da notare come una chiave di svolta arriva poi inaspettata grazie a un personaggio secondario, quando viene riportata la frase della giovane e svampita nuova fiamma dell’ex marito di Mildred Hayes:
"La rabbia genera altra rabbia".

E’ in quel preciso momento che nella madre in cerca di vendetta inizia il processo di riflessione; è in quel momento che lei comincia a realizzare e a collegare le azioni da lei compiute e quelle da lei subite, sempre più violente, sempre più guidate da una rabbia crescente, sua e degli altri. E capisce che forse è il caso di calmarsi un po’.

In effetti sono molti i personaggi secondari di questa storia ad avere ruoli importanti. Proprio come nella vita reale, non c’è un solo individuo che fa evolvere la storia:
la storia quotidiana evolve proprio grazie alle azioni di tutti noi!

Da notare infine come il regista abbia fatto in modo di sollevare e porci davanti a queste tematiche senza giudicare, così da lasciare a ciascuno di noi spettatori il compito, e il dovere, di riflettere.
Riflettere su cosa?
Sulla complessità e l’ambiguità di noi stessi e degli altri: siamo tutti segnati più o meno profondamente dagli eventi della Vita - intesa anche come intrecci di una moltitudine di vite.
E’ egoistico il pensare di ignorare questo fatto.
Le nostre azioni hanno ripercussioni sulle vite degli altri, volenti  o nolenti che siamo.

E che cosa ci lascia “Tre manifesti a Ebbings, Missouri”?
La prima cosa che mi viene in mente dopo la proiezione
è:
"Un messaggio e un compito a casa".

Infatti, da un lato il film si conclude con la scena di due persone che in precedenza si insultavano solamente e non provavano minimamente a capirsi, ma che alla fine si parlano e hanno imparato a conoscersi, almeno un po’.
Il che ha un ben preciso messaggio: sottolinea l’importanza dell’ascoltarsi, del pentirsi e del riuscire a perdonarsi l’un l’altro.

Dall’altro lato il film lascia esplicitamente in sospeso la continuazione e la conclusione della vicenda tramite le battute finali di Mildred Hayes e dell’ex agente Jason che non sono altro che una domanda che si pongono l’un l’altra;
ma in verità quella domanda la stanno a ponendo anche a noi spettatori.

E così il regista consegna allo spettatore  l’ultima parola.

La domanda che si concretizza in noi  e a cui siamo chiamati a rispondere è qualcosa che potrebbe essere espresso come:


Quanto è giusto fare per ottenere Pace per noi stessi?
Fino a che punto è giusto  invadere e schiacciare lo “spazio altrui” per ottenere Pace e Giustizia?”

Bene. Ora prendiamoci un momento, riflettiamo e proviamo a rispondere …

Shake Your Mind!

Fonte foto
Tabercil :- https://www.flickr.com/photos/tabercil/7964964620/, CC BY-SA 2.0