Pensando a “La donna elettrica”

Nello svolgersi del film “La donna elettrica” la protagonista si trova al centro di un dilemma, che la costringerà a scegliere tra due cose. Il fatto interessante è che in molti altri film in cui i protagonisti si trovano di fronte a una scelta tra A e B, spesso una delle opzioni è evidentemente negativa o egoistica (successo / famiglia, tanto per fare un esempio );
in questa pellicola invece entrambe le opzioni richiedono certamente dedizione e impegno e coraggio; ma soprattutto sono estremamente importanti e hanno un impatto non tanto sulla protagonista, quanto su qualcun altro, sul prossimo. Lei agisce non per se stessa ma per un bene superiore.  In altre parole entrambe le opzioni hanno alle loro radici dei valori positivi e la forza per portarle avanti arriva dal fare la cosa giusta, per il prossimo. Ad ogni modo il delemma c'è:

Salvare la natura, o salvare una vita umana?
Scegliere i diritti della natura o quelli umani?

Il regista Benedikt Erlingsson sembra dire che dovrebbero essere messi sullo stesso piano;
ma salvare la natura non vuol dire anche salvare l’uomo?



Riflettiamo un attimo sui preziosi tesori che la Terra ci offre: un’atmosfera che ci protegge da raggi UV e escursioni termiche troppo forti, la giusta distanza dal sole che permette di avere acqua nelle sue tre fasi (solida, liquida, gassosa), un campo magnetico (le fasce di Allen) che ci protegge dai raggi cosmici e quelli solari assai pericolosi per la vita. E gli oceani e la vegetazione che catturano la CO2 e ci danno ossigeno.
E per quanto ne sappiamo ad avere tutte queste caratteristiche (e altre ancora ) è la sola Terra in tutto l’universo conosciuto (e soprattutto raggiungibile). Da ciò pare lampante come il prendersi cura della natura sia fondamentale e in buona parte sia alla base  anche del prendersi cura dell’umanità.

Poi certo, la natura si adatta. E le forze in gioco sono ben più potenti che quelle del singolo.
Risvegliare le coscienze è però una lotta che il singolo può affrontare.
L’azione collettiva farà poi il resto.

C’è infine una scena che ho trovato particolarmente significativa: quella della telefonata a casa della protagonista, sui cui muri troviamo foto di grandi guide positive dell’umanità come Gandhi e Mandela. Gente che ha fatto sentire la propria voce e che si è impegnata per il bene del prossimo. La loro presenza è lì ambivalente: è a loro a cui lei si ispira per lottare per il prossimo; d’altra parte il suo modo di agire è in contrapposizione con le manifestazioni pacifiche per cui questi sono  noti (sebbene le azioni violente che la protagonista compie siano contro cose e non persone).
Ma ancora più interessante è il contrasto che scaturisce dalla parete dove c’è la televisione; su di essa ci sono quadri di splendidi elementi della natura, mentre, più sotto, la tv propone immagini di alluvione e disastri naturali; e lo fa come a ricordarci che la natura non è solo bellezza o estasi; quando la si prende sotto gamba ha un potere devastante, per noi piccoli esseri che pensiamo di potere tanto infischiandocene di tutto. 

Shake Your Mind!