Quasi nemici: storia di oratoria e sentimenti

L’arte e la tecnica di parlare o scrivere con efficacia, in modo da persuadere e commuovere”: questa la definizione che Treccani.it dà di “eloquenza”, termine centrale del film Quasi nemici – L’importante è avere ragione. Un termine in cui la parola più che al confronto si lega ad un’idea di scontro, dove ogni interlocutore bada solo a se stesso e al proprio tornaconto, senza mai capire l’altro.

 


Ecco l’arte oratoria, quella che il professor Mazard, cinico e dal cuore di pietra, insegna alla facoltà di giurisprudenza. Ma poi c’è la vita, e alla vita a volte piace trasformare scelte sbagliate in opportunità inaspettate. E così il dileggio razzista nei confronti della sua studentessa Neila, di origini arabe, diventa l’occasione per imparare qualcosa di nuovo, assumere un altro punto di vista. Mazard e Neila sono due figure inizialmente agli antipodi che finiscono per trovare un certo punto di incontro, quel concorso di eloquenza al quale entrambi mirano, benché con scopi diversi. Bisogna chiarire subito un dettaglio: Mazard d’ora in avanti sarà meno razzista? Mica detto. Neila sarà per sempre un’avvocatessa animata da buoni ideali? Mica detto. Però l’incontro è diventato l’occasione per un confronto, per uno scambio di idee ed opinioni che in ogni caso segnerà la vita dei due personaggi. Insomma, già qualcosa.


È poi interessante notare come proprio la rigida arte di ottenere ragione divenga lo spunto per una storia di sentimenti, risolta in modo forse un po’ banale, tipico di certa commedia francese che ha il compito sì di far riflettere, ma soprattutto di far alzare lo spettatore dalla poltrona con un certo ottimismo, in pace con se stesso. Perseguire i propri interessi, inseguire i propri sogni, insomma avere ragione della propria vita è importante: ma, a volte, occorre deporre l’ascia di guerra e aprirsi all’altro.

Shake Your Mind!







FONTE IMMAGINI: cinemateatro.donboscorivoli.it