"Senza lasciare traccia": perché il cambiamento è importante



La storia di una figlia che, crescendo, inizia a voler trovare il proprio posto nel mondo, e quella di un genitore che, impreparato a simili cambiamenti, deve adattarsi pian piano, lasciando che la propria “creatura” prenda il volo: quale famiglia non ha vissuto qualcosa di simile? Il bello di Senza lasciare traccia è proprio questo, parlare di cose comuni pur in un contesto decisamente particolare. Il ruolo di Will è quello del classico padre che deve accettare l’indipendenza dei propri figli, operazione difficile ma che presto o tardi va affrontata, anche se si vive da eremiti immersi nella natura nel Parco Nazionale dell’Oregon.


Del resto, “l’uomo è un animale sociale”. Tom –così la ragazza viene soprannominata dal padre- scopre il mondo e ne rimane meravigliata, non ne può più fare a meno, come quegli adolescenti che scoprono il gruppo dei pari e la bellezza delle uscite con i propri coetanei. Ci siamo passati tutti, e immagino che tutti noi ricordiamo la difficoltà dei nostri genitori le prime volte, quei “no” che lentamente si trasformano in “sì”, quelle concessioni che aumentano quando cresce anche il senso di responsabilità. Tom non è diversa da qualsiasi altro adolescente che esce dal focolare domestico e scopre un universo di possibilità.


È l’amore, ancora una volta, a risolvere tutto. Quel sentimento che ha spinto Will a proteggere la figlia dalla società per tanti anni è lo stesso che gli permette di lasciarla andare per la propria strada. Tom continuerà per sempre a voler bene al genitore, non dimenticherà mai i suoi insegnamenti, ma ora è lei la protagonista della sua vita. Dalla natura selvaggia alla selvaggia società: è l’inizio della sua grande avventura.

Shake Your Mind!







FONTE IMMAGINI: cinemateatro.donboscorivoli.it