Smetto Quando Voglio - Ad Honorem



È passato un anno da quando la banda è stata arrestata e ognuno dei suoi componenti è stato spedito in un carcere diverso. Pietro Zinni, interpretato da Edoardo Leo, cerca di avvertire le autorità che un pazzo ha sintetizzato un gas nervino, per compiere una strage. Nessuno gli crede così da Regina Coeli dove è detenuto, si fa spostare a Rebibbia per raggiungere il Murena, tenuto in isolamento, che ha informazioni utili sull’ideatore di questa strage imminente. A Rebibbia Pietro riceve un posto come insegnante per i detenuti e dopo due mesi riesce a incontrare il Murena, che gli spiega che a causa di tagli alla sicurezza che l’università aveva imposto, c’era stato un incidente in cui era morta Ginevra, la fidanzata di Walter Mercurio, che da allora cerca vendetta. Pietro è determinato a rimettere insieme la banda di ricercatori universitari, solo loro sono in grado di evitare la strage: insieme sono infallibili, in grado anche di pianificare un’evasione



Il regista Sydney Sibilla spiega: «Per l’evasione della banda da Rebibbia mi è venuta in mente una scena di Superman in manette, in cui a un certo punto gli dicono “puoi andare” e lui si apre le manette e se ne va. Mi piaceva l’idea che loro, insieme, potessero evadere in un attimo, perché sono troppo potenti per essere rinchiusi da una struttura carceraria normale come Rebibbia».

«L'evasione ricorda quella di “Fuga da Alcatraz”, – continua Sibilla – in cui loro uscivano dalle fogne. Anche la scena del tagliaunghie viene da lì, lui lo ruba nello stesso modo dal direttore. Però volevo evolvere questo concetto, e dalle fogne e dai condotti di areazione si passa a quelli dell’ADSL».

«Il terzo capitolo è stato scritto di getto – racconta Sibilla – volevo che si chiudesse il cerchio con il primo film, e mi sono ispirato a Star Wars. Ne “Il Ritorno dello Jedi” ci sono due finali: uno dinamico, che è quello di Ian Solo, e uno emotivo, il triello con Dar Fener, Luke Skywalker e l’imperatore galattico».



Con Ad Honorem viene costruita la mitologia della banda, finalmente appaiono potentissimi: sono nerd, possono riuscire a fare quello che vogliono, anche evadere. 
In questo terzo capitolo ritorna la rabbia emotiva del primo film, quella di chi si trova all’ultimo posto, nonostante i propri meriti e l’eccellenza, superato dai raccomandati e dai potenti, in un Paese in cui non conta la meritocrazia, ma contano solo un certo tipo di conoscenze, e non certo quelle intellettuali...

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