Storie da Fantascienza: robot, alieni e futuri catastrofici

Parliamo di fantascienza:
robot, uomini che diventano macchine, macchine che diventano uomini,  alieni, tecnologie nuove e incredibili, scenari futuri in genere apocalittici e post apocalittici;
e poi: invasioni aliene, esplorazione dello spazio e colonizzazione di pianeti, paradossi temporali … l’elenco potrebbe, di fatto, proseguire ancora a lungo.
Da qui si evince immediatamente la molteplicità dei temi trattati dal genere  denominato fantascienza.

In breve, stando al dizionario, si legge che fantascienza è il genere letterario, estesosi poi al cinema, in cui l’elemento narrativo si fonda su ipotesi o intuizioni di carattere più o meno plausibilmente scientifico e si sviluppa in una mescolanza di fantasia e scienza.

A modo loro quindi, estremizzando ed enfatizzando all’inverosimile certi elementi, le storie di fantascienza possono essere degli ottimi spunti per permettere di parlare e far riflettere su tematiche ostiche e complesse legate alla tecnologia oppure che magari non ci sembrano importanti perché lontane da noi o nel tempo.

A IoCentro Cineforum ci si è confrontati su alcune di queste tematiche, emerse da cortometraggi di fantascienza!

Il rapporto uomo-macchine-realtà:
 “[…] il russo alla fine disse che in quella macchina c’era della creatività umana.
Da allora le macchine cominciarono a essere meglio degli uomini.”
[dal corto ETR500 – regia e sceneggiatura: Valerio Di Filippo, Vito Valento]


Con la rapida evoluzione tecnologica il ruolo e ciò che definisce l’uomo sono messi in dubbio. "ETR500", nella sua semplicità di realizzazione, riesce a toccare e mettere in luce un aspetto importante dell’essere umani: la capacità creativa. La capacità di inventare e di astrarre.
Accostiamo concetti e individuiamo similitudini, andando ben oltre ciò che le immagini ci fanno vedere. Riusciamo a entrare in un mondo in cui le macchine sono dotate di “creatività umana  e diventano così meglio degli uomini”. E per farlo usiamo proprio, riscoprendola, la nostra capacità creativa.

Grazie alla computer grafica e agli effetti speciali, il passaggio dell’ immedesimazione in un mondo diverso è reso più facile.
Ci troviamo ora in un prigione e ci viene fornito uno strumento ipertecnologico per provare a fuggire: un fucile che permette di compiere dei salti da un punto dello spazio ad un altro. Ben realizzato, "Portal: No escape" ci fa meditare sul rapporto tra realtà e finzione, libertà e illusione di essere liberi.
Perché più siamo immersi nella tecnologia più rischiamo di essere imprigionati in una gabbia che si stringe intorno a noi. Perché alla fin fine, passare di continuo da una schermata all’altra del nostro smartphone è un po’ come saltare di continuo da una parte all’altra di un mondo-gabbia artificiale.

Bene tenerlo presente per il futuro. E a proposito di futuro ... come potrebbe cambiare il mondo in seguito ai cambiamenti climatici, crisi politiche e guerre?

Futuri apocalittici e forme di vita aliene:
La distruzione e desertificazione proposte dall’ambientazione di "Among the ruins" porteranno all’affermarsi di diversi comportamenti sociali e a nuove scale di valori.
In uno scenario del genere, come ci comporteremo? Che valore sapremo dare all’acqua? E alla vita?
Il punto è: fino a dove saremo disposti a spingerci per sopravvivere e a che costo?
Questa può essere un buono stimolo di riflessione anche per impegnarci maggiormente oggi, per evitare o mitigare certi cambiamenti già in atto …



Dopo un mondo desertificato e privo d’acqua, per opposizione, immergiamoci, letteralmente,  in “Lo spazio tra di noi” e nel suo mondo sommerso dalle acque in seguito a effetti devastanti di inquinamento e cambiamento climatico. E chiediamoci per quanto riguarda la vita e il rispetto di essa … che distanza siamo disposti a prendere da chi non è come noi? E quanto siamo disposti a perdere per credere nei nostri valori e ideali?

All’inizio parlavamo alla capacità creativa umana. Ma l’uomo è anche responsabile della distruzione di ecosistemi e causa prima di estinzione di animali … d’altra parte la storia ci insegna che la vita sulla Terra è un continuo alternarsi di forme di vita e che sopravvive il più forte, il più adatto.
Una giustificazione per i danni causati da noi essere umani?
E se non fossimo più noi i più forti e quindi il rischio di estinzione fosse alto anche per noi? E non è una cosa che uno ci si può preparare più di tanto. Quando capita, capita. All’improvviso … come un fulmine a ciel sereno… come i fulmini in "The fisherman".


Paradossi:
In conclusione…
Ci sono cose che non potremo mai comprendere appieno. Di sicuro la trama di "Grounded"... Colonizzazione di un pianeta extratterestre o un limbo post mortem?  Ben fatto ma assolutamente non immediato… mi piace vederci che per quanto possiamo conoscere una cosa ci sia sempre altro e forse di più da conoscere


Lasciamo il discorso aperto e ci diamo appuntamento mercoledì 14 marzo ore 21.00 presso lo spazio giovani Io Centro, per la prossima puntata di IoCentro Cineforum, che, in occasione della "Giornata in Memoria delle Vittime delle Mafie",  avrà come tema "CRIMINE vs. LEGALITA’" .

Shake Your  Mind!