Tonya, la nota stonata dell'America

Il regista Craig Gillespie porta in scena una biopic anomala e accattivante, in cui fa rivivere il pattinaggio degli anni '90 e in particolar modo la vita di Tonya Harding, assieme alla rivalità con Nancy Kerrigan. Quest'ultima è gracile, armoniosa e angelica; a differenza della prima, che è cattiva, sgraziata e arrogante. Insomma, se Nancy è la perfetta incarnazione dell'America e in particolare dell'East Coast, Tonya è la cattiva ragazza nata a Portland, città che in quegli anni non aveva conosciuto un importante sviluppo industriale.
Il regista mette in scena il  punto di vista dei cattivi, creando un'atmosfera particolare, in cui ci sentiamo anche un po' empatici nei confronti di Tonya. Infatti, si tratta della prima pattinatrice in grado di eseguire il triplo axel, ma a cui di fatto non viene riconosciuto il merito. Questo film vuole renderle giustizia e complice di questo lavoro di rivalutazione è Margot Robbie, che interpreta appunto Tonya Hardings. 


L'attrice, che abbiamo già visto recitare in The Wolf of Wall Street e in Suicide Squad, si è calata benissimo nei suoi panni, capendo di avere a che fare con un carattere determinato, cocciuto, ma al contempo fragile. È in questa fragilità che ci rispecchiamo e che ci sentiamo anche un po' in colpa per averla sempre valutata come la pecora nera del pattinaggio. Una bambina che non è cresciuta fra favole e principesse, ma fra urla e aggressioni.
I media all'epoca hanno influito molto sotto questo aspetto, giocando fin troppo con il fuoco, soprattutto dopo l'incidente di Nancy. Da atleta osannata a personaggio fastidioso il passo è breve e la stampa americana non si è risparmiata: di sicuro i successi fanno meno scalpore dei fallimenti!


Attorno all'immagine di Tonya c'è un contorno che le sta stretto e che, a parer mio, offusca la sua immagine: mi riferisco alla madre LaVona, al marito Jeff Gillooly e all'amico Shawn. Cè da dire che questi personaggi hanno davvero offuscato la sua vita e che la madre è la prima responsabile del suo declino: Tonya è stata cresciuta senza amore e affetto, ma con il motto che "da arrabbiati si è più incentivati a fare meglio". Tutti questi precetti sono proprio quelli che l'hanno rovinata e che non le hanno permesso di diventare una star apprezzata e ben voluta nel mondo del pattinaggio. Se la figura di LaVona è discutibile, non si può dire altrettanto dell'attrice che la interpreta: a parte la grandissima somiglianza, Allison Janney ha interpretato divinamente la freddezza e la crudezza di questa donna, tanto da vincere il premio Oscar come miglior attrice non protagonista. L'attrice ha anche parlato di com'è riuscita ad entrare nella testa di LaVona che «è l'opposto di tutto quello che immaginiamo possa essere una buona madre. Eppure a suo modo suo pensava di esserlo, sapeva cosa voleva per la figlia e non si fermava davanti a nulla, convinta che il fine giustificasse i mezzi». Per come il regista ha composto le scene, questo atteggiamento scatena una certa ilarità, ma, indagando più a fondo, non è altro che una triste e illusoria ironia. 


In conclusione, si può dire che  il lungometraggio faccia ridere, ma comunque a denti stretti: chi ha sempre preferito Nancy Kerrigan, ora farà un occhiolino anche a Tonya...D'altronde bisogna sempre dare una seconda possibilità!

Shake Your Mind!

Fonti (testo):
La  Repubblica

Fonti (immagini):
-figura 1: artspecialday
-figura 2:people.com
-copertina: famiglia cristiana