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danza&arte “Arianna e le sue ballerine”: una mostra dai tanti volti


Biografia


Nata a Rivoli nel 1956, Laura Giacone ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina di Belle Arti a Torino, segno di una grande passione che l’artista nutriva fin da piccola. Nel 1975, ha iniziato a far parte del gruppo “R” a Rivoli, dove ebbe l’opportunità di esporre in mini personali. Spedì dei suoi quadri personali all’estero come Parigi, Montedimar e Kranj.
La sua giovinezza trascorreva serena e spensierata e negli anni ’80 partecipò a mini personali e collettive in varie città come Milano, Genova e Torino in diverse gallerie e in quelle occasioni molti scrissero di lei. Inoltre, il pittore Pontecorvo e il gallerista Quaglino di Torino furono incuriositi e affascinati dai suoi lavori. Aderì alle collettive della Promotrice di Belle Arti fino al 2007, anno in cui la cara sorella Silvia si ammalò e diede una svolta decisiva al suo stile. In quell’anno la pittrice realizzò un ritratto della sorella, e lo espose.
La prima personale si svolse nel 1992 al Comune di Rivoli. In quell’occasione molti critici, giornalisti e pittori scrissero dei suoi lavori, e maestri come A. Galvano e E. Paolucci apprezzarono il suo elaborato. In seguito, aderì per un breve tempo all’Associazione “La donna e l’arte” di Torino. Nel 2004 fece una personale alla Torre di Filanda di Rivoli insieme al padre, intitolata “Dedicata ad Anna”, in ricordo della madre. Dopo due anni, dedicò un’altra mostra alla madre, ” Momenti di una vita”. La pittrice lo ricorda come un periodo positivo, tra i quadri infatti troviamo “Abbraccia la tua vita”, “Il risveglio delle malinconie” e “Il sorriso di mio padre”.

La mostra: “Arianna e le sue ballerine”
Dal 13 al 22 novembre si è svolta una piccola mostra della pittrice Laura Giacone nella sua amata Rivoli, presso lo showroom di Art Design Factory di Rivoli, in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 23.
La mostra, dedicata alla sorella Silvia, che posava per i suoi dipinti, e al padre, che l’ha sempre sostenuta in ogni scelta e contribuito a realizzarla. Le persone la definiscono un’anima sensibile e fragile, ma lei dichiara di voler essere forte. Sicuramente dopo una vita tormentata dal dolore e dai drammi familiari, il suo animo sensibile ha dovuto far posto al coraggio, alla forza e determinazione di andare avanti. Questa mostra vuole essere anche un esempio ai giovani a cui ha insegnato e alle persone a lei care e che le sono state fonte di suppporto e sostegno.


Nel 1992, la pittrice ebbe l’occasione di disegnare e dipingere “Arianna“, una figura sognatrice ma che dietro aveva una persona che poteva essere un’amica o una madre, ma che lo spettatore definisce come la personificazione dell’invidia. Su consiglio della madre, la pittrice ha di nuovo realizzato “Arianna”, ricordando le sue parole, l’ha sentita più vicina che mai. Ora qui troviamo un’ “Arianna” segnata da un misto di posività e speranza, in contrasto con quella del 2004, raffigurata nella solitudine e inquietudine.


In questa mostra, troviamo un’ “Arianna” sognatrice circondata da amori e passioni che l’hanno accompagnata durante la sua vita. La raffigurazione di questi dipinti mostrano un percorso di vicende, il racconto di una vita segnata da emozioni contrastanti che hanno caratterizzato l’anima e lo stile della pittrice. La pittrice paragona “Arianna” alla sorella tanto amata, sognatrice anche lei, che nutriva molte passioni come la natura e la danza.
Per questo motivo, accanto alla protagonista raffigurata con lunghi capelli biondo – rossiccio, troviamo raffigurate le stagioni, la natura e le ballerine. Le ballerine vengono raffigurate con colori tenui come il bianco (simbolo di speranza e purezza) e il rosa delle vesti, in contrasto con i capelli scuri. Vengono raffigurate con la sensazione di voler volteggiare e danzare dentro il quadro, creando un turbine di emozioni nel movimento e nei colori. Le ballerine e le stagioni realizzate tra il 2014 e 2015 mostrano colori più vivaci e definiti, caldi e freddi in contrasto, ma che mostrano un senso di maggior pace e serenità. I dipinti e i ritratti degli anni precendenti, rappresentano la sofferenza provata dall’artista per la sua vita tormentata e segnata da drammi familiari. I colori e le linee sono più sbiadite e sfocate, facendo scaturire un senso di smarrimento e inquietudine di quel periodo vissuto.

Laura Giacone possiede uno stile del tutto personale, intrinseco di sensibilità ma anche di forza d’animo, che le ha permesso di raccontare la sua storia attraverso l’arte, l’unica ancora di salvezza che la sua esistenza le ha offerto.

Un ringraziamento a Art Design Factory che permesso alla pittrice di esporre i suoi lavori.

Per un assaggio dei dipinti, ecco qui un video presentazione della mostra.


Fonti Foto:
1) Locandina della mostra - Art Design Factory
2) Laura Giacone, insieme al padre - Foto di Bruna Bertolo
3) Dalla Bibbia: “Hai mutato il mio lamento in danza2, 1994 - Art Design Factory
4) Da sinistra: “Passo di danza”, 2015; “Arianna”, 2015; “Anche con la tua fragilità prova a danzare la tua vita”, 2015 - Art Design Factory