Immagine Header

Darbar, India in danza 2015: un viaggio alla scoperta della tradizione indiana


DARBAR India in Danza 2015: oggi si conclude la seconda edizione del Festival organizzato dal MAO Museo d’Arte Orientale, con spettacoli, conferenze, seminari che hanno condotto nel mondo della danza classica indiana. La manifestazione si inserisce nella tradizione del Darbar, con nuove idee e proposte focalizzate sulla danza indiana.


Come per la prima edizione, la rassegna ha riconfermato una solida e sentita collaborazione tra diversi enti che condividono idee, competenze, proposte, risorse e strumenti tra loro. Nonostante si tratti di soggetti differenti, sono riusciti a collaborare e ad essere complementari per realizzare una rassegna dai temi sofisticati e molto interessanti. Gli enti che partecipano alla collaborazione sono: Il Mutamento Zona Castalia, la Fondazione Live Piemonte dal Vivo, le associazioni NAD, Ginger Company e Multikulti, l’Università degli Studi di Torino, il Conservatorio di Musica Arrigo Pedrollo di Vicenza e il Milapfest di Liverpool.

Il Festival ha previsto una settimana piena di spettacoli, attività e incontri nelle diverse sedi dei soggetti partecipanti alla collaborazione.
Il programma si è concentrato sulla danza bharatanatyam che affonda le sue origini nell’India meridionale, instaurando un legame profondo con lo yoga e la musica. Tutti gli eventi in programma sono stati organizzati con l’intento di ricreare quell’ambientazione originaria che ha sempre caratterizzato le antiche tradizioni coeutiche indiane mettendo in risalto il rapporto tra le arti performative e le arti visive, e anche tra pensiero filosofico e pratica corporea. La danza classica indiana non si ferma solo a questo,non coinvolge solo il teatro e la danza, ma anche tante altre arti come la letteratura, la pittura, la scultura e la musica. Per questo suo lato “multi-artistico” riesce a trasmettere una sorta di “arte totale” e completa a 360°.

Il Museo d’Arte Orientale anche quest’anno ha organizzato il Dance art speed date, una rassegna a cura di Vijna Vasudevan e Renjith Babu che mostra con la danza alcune opere del museo, facendo confluire alle parole il fascino e la purezza del movimento del corpo.
Un incontro con video a cura del regista Filippo Vallegra ha accompagnato il pubblico con estratti del festival della scorsa edizione, mentre l’incontro con Archana Shastri del prestigioso Milapfest di Liverpool si è soffermato su una delle esperienze più importanti e di impatto a livello mondiale di alta formazione e di progetti innovati nel campo della tradizione indiana.
Con oggi si conclude anche il seminario intensivo multidisciplinare di hatha yoga, danza bharatanatyam e dizione ritmica tenutosi presso l’associazione Ginger Company.
Il Festival terminerà con un incontro dedicato alla trasmissione delle discipline di yoga, musica e danza classica indiana in Occidente a cura di Alberto Pelissero, Roberto Perinu, Dafne Carli e Antonella Usai.


Fonti Foto:
1) www.maotorino.it
2) www.stranieriinitalia.it
3) www.globalist.