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Il Mambo, un mondo pieno di passione e frenesia


Le origini del mambo non sono facilmente databili ma sicuramente sono molto antiche, basti pensare che “mambo” è il nome di una divinità cubana che è stata identificata nel dio della guerra. In suo onore si eseguivano danze all’aperto probabilmente solo maschili per il loro carattere rituale, dominate da combattenti e capi tribù. Secondo alcuni studiosi il termine è stato usato a lungo non tanto per definire una tipologia di danza, ma tutta la musica di ispirazione religiosa propria delle pratiche Voodoo, che faceva da base alle danze stesse. Tale musica serviva a mettere in contatto danzatori e divinità. Infatti il termine mambo significherebbe “conversazione con gli dei” in kikongo, l'idioma parlato dalle popolazioni dell’Africa centrale emigrate a Cuba.


Nel 1938 inizia la storia del mambo, grazie a una canzone scritta da Orestes e Cachao López intitolata proprio “Mambo”. Due anni dopo nasce il ballo con figure che cominciano seguendo il secondo tempo della musica oppure in tre passi nei primi tre tempi e una pausa nel quarto. Gli strumenti a percussione che lo caratterizzano sono le congas, i bonghi, le maracas, la clave e la cabasa. Con il passare del tempo il termine mambo identificò inequivocabilmente un particolare modo di ballare riferito specialmente al folklore popolare cubano. Fu proprio la struttura flessibile della danza che ne consentì l’arricchimento successivo, attraverso l’assimilazione di elementi africani e di motivi appartenenti alla cultura jazz. Secondo Oscar Hjiuelos il mambo è nato dal desiderio degli schiavi di ‘scatenarsi’ nel vero senso della parola: una volta liberi dalle catene essi inventarono il più frenetico dei balli dopo anni di costrizioni, durante i quali dovettero ripiegare su danze statiche quali rumba e merengue. Pur essendo un genere musicale e un tipo di danza pieno di frenesia e vitalità, il mambo ha comunque subito ostilità e divieti da parte delle autorità civili e religiose. In Messico e in America meridionale il mondo del mambo fu interpretato dall’aristocrazia e dalla Chiesa come un qualcosa di osceno. Ma nulla di tutto ciò permise alla gente di fermarsi di ballare. Nonostante le critiche e le condanne, questo genere è riuscito a conquistare le persone e a fare in modo di arrivare ben presto anche in Europa, attirando la gente con la sua forza e ritmo incalzante. La bramosia di questa danza e musica ben si adattarono al clima di rinascita e alla voglia di ricostruzione che fermentavano nei paesi occidentali, da pochi anni usciti dalla seconda guerra mondiale. 

A livello di esecuzione sono state inventate centinaia di figure che consentono ai ballerini di danzare sul posto o di spostarsi lungo i quattro lati della pista con incroci e passi sempre diversi. A partire degli anni settanta, grazie a un incontro degli immigrati dell’America latina a New York, nasce la salsa. È un genere musicale ed un ballo, in cui il mambo è uno degli elementi fondamentali.

Chi non si ricorda del famosissimo “Dirty Dancing”? Un film uscito nel 1987 che è entrato nella storia del cinema e della danza, coinvolgendo diverse generazioni. A distanza di ben 29 anni, riesce ancora a suscitare emozioni meravigliose e appassionare fasce di pubblico differenti. Molte coreografie presenti in molte scene del film sono vere e proprie rappresentazioni del passionale e frenetico mambo.




Fonti immagini:
www.cubahora.cu
www.hollywoodreporter.com