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Il tango

Le origini


Il tango trova le sue origini a Buenos Aires e Montevideo (i due porti sull’estuario del Rio de la Plata) verso la fine dell’Ottocento. Ma il termine “tango” ha origini ben più remote. Gli schiavi negri nell’antica Montevideo chiamavano tangòs i luoghi, generalmente chiusi al pubblico, dove celebravano festività e cerimonie al suono dei tamburi. Oltre ai luoghi, con lo stesso termine si indicavano indifferentemente i tamburi e i rituali stessi. Dopo l’abrogazione della schiavitù il termine rimase ad indicare le associazioni di negri liberi (associazioni di mutuo soccorso e di culto). Nella lingua criolla, gli stessi luoghi venivano chiamati tambor. Il termine tango potrebbe dunque essere stato importato dall’Africa dagli schiavi stessi, come sostengono alcuni studiosi, ma potrebbe anche avere una origine criolla, come deformazione della parola tambor, come sostengono altri.

In quel periodo la città stava affrontando un drastico aumento demografico, per lo più dovuto a numerose masse di immigrati provenienti dal tutto il mondo. Tra la fine del 1800  e primi decenni del 1900 italiani, spagnoli, tedeschi, slavi, ebrei e molti altri si insediarono nella città argentina, contribuendo ad arrivare a ben 1.200.000 abitanti. La popolazione era composta principalmente da uomini molto poveri, che facevano fatica a comunicare a causa della lingua diversa. Per gli uomini il ballo rappresentava una delle forme più economiche e immediate del divertimento in compagnia.

È proprio su questo sfondo che nasce il tango, con il suo ritmo inizialmente associato all’ambiente dei bordelli, dovuto al fatto che le prostitute e le cameriere erano le uniche donne che si potevano trovare in pista. Erano donne che dedicavano anima e corpo ai loro compagni casuali e questo loro approccio contribuì a dare  un tono sensuale, provocante, rude e molto esplicito al tango. Erano tratti non bene accetti nella società del tempo, infatti quando il tango iniziò a superare i confini della città per farsi conoscere altrove, il ballo mutò pian piano la sua forma.

Il lato sensuale del tango lo si ritrova anche nella musica di quel tempo, che spesso usava parole oscene e dal tono provocatorio per testi e titoli delle canzoni. Questo basso rimase a lungo su uno sfondo marginale e appartenente alle classi più basse, perché rifiutato moralmente e socialmente dalle classi più abbienti. Molto spesso però i figli della gente d’elite non aveva altri passatempi se non il ballo e conoscere le donne, così molto spesso si ritrovavano a girovagare nei bassifondi in compagnia di una “mina” o “milonguita”. Ma è proprio grazie ai primi viaggi di questi giovani che il tango ebbe l’opportunità di ampliare i suoi orizzonti: in particolare quando sbarcò a Parigi, capitale della moda e di una società allegra e spregiudicata. In questo ambiente il tango riuscì a trasformarsi e diffondersi poi a macchia d’olio per tutta l’Europa.

La musica


A livello musicale il tango ha alcune somiglianze con l’habanera cubana e prende spunto dagli ambienti mercantili tra i porti di lingua spagnola dell’Havana e di Buenos Aires. In principio, la musica del tango veniva suonata da gruppi composti da flauto, violino e chitarra. Il famoso bandoneòn, un tipo di fisarmonica di invenzione tedesca, arrivò solo più tardi, nel XX secolo, sostituendo con il tempo il flauto. Il tango inizialmente aveva un’interpretazione anonima e priva di una sua identità, in quanto i primi compositori non sapendo scrivere e leggere la musica, si limitavano a interpretare melodie già esistenti.

Nel 1917 nacque il tango canzone grazie a Carlos Gardel e si sviluppò fino alla sua morte nel 1935. L’artista riuscirà ad arrivare allo straordinario numero di 900 tanghi incisi. Tra gli anni’60 e gli ’80, se si riconosce che Astor Piazzolla costituisce un capitolo tutto suo nella storia di questo genere, sono anni difficili anche per il tango-canzone, oggi pienamente superati grazie alle nuove giovani orchestre (Orchestra Color Tango e l’Orquesta Típica Fernandez Fierro) e all’interessante fenomeno di fusione del  tango con il jazz, il rock e l’elettronica presentato dalle formazioni Bajofondo Tango Club, Tanghetto e Gotan Project.

Il tango ha sempre continuato ad evolversi e negli ultimi anni si è affermato un genere conosciuto come Tango Nuevo o Tango Elettronico le cui note accompagnano le esibizioni dei migliori ballerini contemporanei. Il termine Tango Nuevo si sposa perfettamente con un nuovo stile interpretativo del Tango ballato che ha raggiunto la sua codifica con i contributi determinanti dei ballerini nonché Maestri, Gustavo Naveira, Fabian Salas e successivamente l’eclettico Mariano “Chico” Frumboli. Questo stile è diffusamente utilizzato anche per interpretare musiche degli anni 30 e 40. Col termine Tango Elettronico invece si vuole identificare uno stile musicale nel quale il “beat” elettronico si sostituisce “de facto” al classico “compas” del tango tradizionale. Gli interpreti ballerini di tango elettronico attingono a piene mani dal Tango Nuevo.

Il ballo

Fino a metá del XX secolo veniva ballato indistintamente nei cabarets di lusso, nelle milonghe e nei club dei quartieri di Buenos Aires e Montevideo. Questo stile iniziale venne poi chiamato per l’appunto Milonghera; i ballerini sono molto vicini tra di loro e ballano molto attaccati.

L’ambiente del tango iniziò a acquisire i caratteri di una comunità a causa del suo linguaggio e del suo codice particolare.  Grazie alla fama internazionale questa danza iniziò a essere rappresentata in show in giro per il mondo e si idearono coreografie più audaci, con figure riprese dalla danza classica e figure ginniche che soppiantarono il carattere improvvisato che aveva avuto fino a allora. Si affermarono dunque lo stile detto Nuevo che prevedendo un maggior numero di passi da eseguire imponeva una distanza di almeno venti centimetri tra i due ballerini e infine il tipo di tango che si chiama Fantasia più teatrale e scenografico, maggiormente ricco di passi coreografati e ad effetto.

Le due caratteristiche comuni a questi stili sono la dissociazione tra i movimenti delle gambe e quelli del torso, inoltre a differenza degli altri balli che si basano sul ritmo, nel tango si da molta più importanza alla melodia. Attualmente si distingue tra “tango escenario” e il “tango salón”o da pista. Quest’ultimo è`quello che ballano i “tangueros” non professionisti.
A Buenos Aires, si realizza ogni anni un torneo internazionale di tango, suddiviso in queste due categorie, al quale partecipano ballerini che provengono da tutto il mondo.

In tutto il mondo si assiste ad una diffusione del Tango capillare, in costante crescita dal 2000. Segno di questo è la popolarità delle milonghe, cioè i luoghi dove si balla e si “vive” il tango, e la nascita di compagnie che rappresentano il Tango sul palcoscenico e di orchestre. Festivals ed eventi di Tango sono ormai presenti in quasi tutte le grandi città del mondo. In Europa grande diffusione ha avuto il Tango nei Paesi Bassi ed in Francia, di seguito in Italia (patria d’elezione per molti artisti argentini, di origine italiana).

Il tango è un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato da eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo s’intende il normale passo di una camminata. La posizione di ballo è un abbraccio frontale più o meno asimmetrico, a seconda dello stile, in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell’uomo e la destra della donna. Poche regole semplici dettano i limiti dell’improvvisazione: l’uomo guida, la donna segue.

Fondamentalmente è l’uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.


Vi è venuta voglia di ballare? Su questo sito trovare una spiegazione molto chiara e schematica dove potete provare i primi passi. Buon divertimento!


Fonti Foto:
1) www.thecubanhistory.com
2) www.zorzalcriollo.com
3) www.ioarte.org
4) www.youtube.com