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La danza contemporanea, una rivoluzione per nuove espressioni


La danza contemporanea è qualcosa di difficilmente classificabile e definibile in modo chiaro e univoco. È uno stile che nasce in Europa e negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Prosegue la rivoluzione attuata dalla danza moderna a favore di nuove espressioni corporee, che talvolta comprendono anche la recitazione. Dai primi anni settanta, le collaborazioni e fusioni tra varie forme artistiche danno vita alle prime performance di danza contemporanea.
A seconda della storia del territorio in cui la danza contemporanea si sviluppa, la ricerca si concentra su aspetti diversi. Negli Stati Uniti, per esempio, la ricerca si concentra prevalentemente sul corpo, anche per mezzo dello studio dell’effetto dei processi mentali sul movimento. La compagnia di Merce Cunningham è tra le maggiori iniziatrici della danza contemporanea statunitense. In Europa, invece, si concentra maggiormente l’attenzione sulla drammatizzazione. Questa attenzione ha dato vita per esempio al Tanztheater della coreografa tedesca Pina Bausch. In Italia la danza contemporanea si sviluppa principalmente tra gli anni Settanta e Ottanta, grazie a Anna Sagna che fa nascere a Torino il Gruppo di Danza Contemporanea Bella Hutter nel 1970, e Elsa Piperno, che fonda con Joseph Fontano il Centro professionale di Danza Contemporanea a Roma nel 1972.
L’introduzione della tecnologia all’interno della creazione coreografica, ha permesso negli ultimi anni di raggiungere sempre più successo, aprendo nuove strade e opportunità. Nell’ultimo periodo è riuscita ad ottenere un ottimo livello di integrazione con la scena. Questo è stato possibile grazie a  molte creazioni contemporanee all’interno del quale sono stati inseriti e introdotti video, software, musica elettronica e proiezioni.

Il ruolo del danzatore ha subito un’evoluzione e cambiamento nella danza contemporanea: è diventato autore di sé stesso, è un’entità a cui viene lasciato maggior spazio creativo rispetto alle epoche precedenti. Molto spesso è il coreografo stesso che lascia nelle mani del danzatore il compito di creare frasi coreografiche, che poi assembla e inserisce in un contesto specifico. Proprio per questo, l’improvvisazione diventa elemento fondamentale per la creazione di coreografie, diventa una tecnica di ascolto per il corpo del danzatore e per l’ambiente che lo circonda. Attraverso l’improvvisazione ogni danzatore ha la possibilità di sperimentare le qualità del proprio movimento e trovare un linguaggio personale per comunicare. Questa ricerca ha incentivato l’affermazione del “solo”, un luogo in cui il danzatore ha l’opportunità di mettere in scena una creazione tutta sua. L’improvvisazione diventa una vera e propria tecnica di interazione con altri corpi, grazie alla quale le idee e i concetti possono essere trasferiti al corpo e lì elaborati per realizzare il materiale coreografico che poi verrà inserito nello spettacolo. L’improvvisazione permette di realizzare un evento unico e irripetibile, a cui solo il pubblico presente in quel momento può assistere, e ogni volta che una performance di improvvisazione prende vita è la ricerca a respirare nello spazio scenico. Il pubblico viene invitato a scoprire quello che accade nel momento stesso in cui accade.
La danza contemporanea vuole spogliare la danza da orpelli, virtuosismi e ridare voce all’interiorità dell’uomo, all’amore per il movimento, al piacere e alla felicità nel comprendere la nostra vera natura fisica e psichica. Si pone oggi come una delle possibili discipline corporee che considera l’uomo nella sua interezza: corpo, mente e spirito.
Grazie un nuovo cammino filosofico, estetico, artistico, sociale e culturale, grazie all’influsso delle culture orientale, agli importanti avvenimenti storici che hanno caratterizzato il XX secolo, ad una accelerazione nel passaggio di notizie informazioni e conoscenze, la danza contemporanea è nata come reazione al passato e nello specifico alla danza classica e alla concezione del corpo come oggetto. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del corpo e del concetto estetico e sociale della danza. Non si vedono solo più ballerine svolazzanti sulle punte che cercano così di “elevarsi”, ma si è davanti ad un ballo concreto a piedi nudi che parte dalla terra e che considera il movimento e la danza come un linguaggio attuale, capace di parlare dei problemi sociali e politici, capace per il simbolismo e la fugacità  del suo linguaggio di essere l’interprete del sacro che è in noi.

Video di Grisel Sosa Zignago


Fonti Foto:
1) xoomer.virgilio.it
2) Jacopo Gennari