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La danza protagonista dell’operato di Degas

Con gli Impressionisti Edgar Degas condivideva il nuovo modo di guardare la realtà, semplificando i mezzi espressivi per ottenere una visione più diretta e aderente al vero anche se in lui si manteneva un desiderio di una costruzione solida, geometrica, lontana dalla vaghezza della prospettiva dei suoi contemporanei. Dal punto di vista dei soggetti l’artista si mantenne del tutto autonomo, trascurando la rappresentazione della natura e allontanandosi dal culto del paesaggio.

Degas inizia ad avvicinarsi al mondo del teatro intorno al 1867 e i suoi soggetti preferiti sono sempre stati i suonatori d’orchestra e il panorama del teatro. Ma solo nel 1871 sorge nel pittore un grande interesse per il mondo della danza classica. Soprattutto il balletto interessava Degas, perchè gli dava la possibilità di analizzare il movimento, non quello libero e spontaneo, ma quello dettato dalle leggi precise, rigoroso e geometrico.


La danza e le ballerine
Le raffigura durante le lezioni, sul palcoscenico ma non si sofferma solo a questo: cattura i momenti più intimi, come quelli degli esercizi e delle lezioni, le fasi di preparazione e gli attimi prima di uno spettacolo. Inizia a studiare le ballerine nel minimo dettaglio e fa tutto questo per riuscire a raffigurare con naturalezza il movimento dei corpi. Molti parti del corpo volteggiano: dagli arti, ai volti e ovviamente busti e piedi.

Nelle raffigurazioni di Degas, le ballerine, con i loro passi e le posture, riescono a creare una configurazione quasi geometrica che sembrano come delle lettere di un alfabeto particolare, mentre i corpi e le teste sono indomabili, sinuosi e singolari. La danza infatti, viene definita come “poesia delle braccia e delle gambe, è la materia graziosa e terribile che si anima e si abbellisce attraverso il movimento” (Boudelaire).

Secondo l’artista, la danza gli offriva un mondo attraverso il quale poteva scovare alcuni segreti sull’umanità dopo periodi di studi nel dettaglio. Era appassionato della danza classica perchè era convinto che gli trasmettesse qualcosa sulla vita umana in generale. Inoltre, Degas diventò sempre più incuriosito dall’argomento grazie anche ad innovazioni come la fotografia. Rimase affascinato dall’attitudine umana del martirio e si domandò se non fosse proprio questa inclinazione a caratterizzare l’uomo. Il tratto umano che più previlegiava era la resistenza. Infatti l’artista per sottolineare questa passione, cercava di ricalcare ed accentuare le linee delle parti del corpo. I contorni delle figure diventano più intensi, insistenti e sinuosi. Questo elemento lo si può ritrovare all’angolo di un gomito, nel calcagno, nel muscolo del polpaccio o nella spalla.

La danzatrice muove il suo corpo minuto, ma i suoi movimenti più sinuosi si individuano nelle braccia e nelle gambe, e li possiamo immaginare come due coppie che vertono sullo stesso tronco. Nella quotidianità le due coppie e il busto convivono e si muovono affiancati in modo continuo, legati da un’energia centripeta. Mentre nel mondo della danza classica, le coppie (braccia e gambe) procedono in modo separato, l’energia e la forza del corpo sono spesso centrifughe e ogni fibra di muscolo è tesa e isolata in una sua nicchia. Questo dettaglio lo si può notare dalle pieghe o le fenditure che esprimono questa “solitudine” sentita da ogni possibile parte del corpo, che può essere un arto come il busto: quando non balla, è affiancato dal resto del corpo, quando deve danzare è costretto a dovercela fare da solo e a doversi concentrare solo su se stesso. Questa tenebrosità e oscurità nelle linee del corpo esprimono la disconnessione e la resistenza da cui Degas era completamente attratto.


Sono da osservare gli studi conseguiti dall’artista nei momenti di pausa delle danzatrici: in posa da riposo, gli arti delle ballerine si riuniscono. Un braccio riposa sulla lunghezza di una gamba, una mano raggiunge un piede per toccarlo, e le dita si incontrano in perfetta sintonia. Le molteplici “solitudini” sono per un momento sparite. La contiguità è ritrovata per un momento. Gli occhi in posizione semichiusa spesso appaiono distaccati, come se trasmettessero un senso di trascendenza. Si tratta di una trascendenza a cui mira l’arte: lo straziato corpo della ballerina in un tutt’uno con la musica.


Dopo il 1881, Degas si dedicò anche alla scultura, spiegando in questo modo la sua scelta: "È per mia sola soddisfazione che io modello con la cera animali e persone, non per rilassarmi dalla pittura o dal disegno, ma per dare alle mie pitture e ai miei disegni più espressione, più ardore di vita". Anche in questo campo si era cimentato e applicato al tema della danza. Un esempio sublime è la scultura della "Piccola danzatrice di quattordici anni", realizzata in cera del colore della terracotta. L’artista previde un completamento dell’opera con elementi reali: capelli veri, un tutù di tulle bianco, scarpette.




Fonte Foto:
www.wikiart.org