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Torino ospita la sedicesima edizione di "Interplay"

Da ieri è ripartito “Interplay”, il festival diretto da Natalia Casorati dedicato ai nuovi caratteri della danza contemporanea. Arrivata ormai alla sua sedicesima edizione, la manifestazione presenta una vasta gamma di proposte che vede la partecipazione di ben 30 compagnie di 15 paesi del mondo in programma fino al 10 giugno. Le strutture che ospiteranno gli spettacoli saranno il teatro Astra, la Lavanderia a Vapore di Collegno, le Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri e altre ancora. 

Si tratta di una manifestazione di grande calibro e prestigio, frutto del duro lavoro dell'Associazione culturale Mosaico Danza, che ha voluto far collaborare realtà emergenti con quelle affermate della scena nazionale e internazionale. La direzione artistica ha ribadito il desiderio di far risaltare giovani talenti e valorizzare le loro personalità, per creare una rete legata a ballerini esordienti, ma mantenendo una danza ad alto livello. Le collaborazioni di questa sedicesima edizione sono davvero numerose per elencarle per esteso, ma i filoni e le procedure del Festival rimangono invariati agli anni scorsi: in programma danza con musica live, una fusione di tematiche legate alla nostra società e quotidianità, una successione di performance tra teatro, spazi urbani, musei o gallerie d'arte. 

Una particolarità del Festival è quello di utilizzare spazi che vanno oltre il teatro: ad esempio Piazza Vittorio diventerà un palco a cielo aperto e senza mura che ne definiscano un perimetro definito, ospitando la danza urbana, che ha una veste diversa da quella che si vede solitamente nei teatri. Questo tipo di ballo porta in scena coreografie dal carattere e movimenti molto fisici, che sembrano fondersi con il pavimento stesso della piazza, la quale muterà in una superficie elastica e dinamica. Un serie di appuntamenti in programma anche presso il Museo Ettore Fico, sempre con l'intento di portare la danza in luoghi non convenzionali. 

Proprio ieri si è svolta l'inaugurazione presso il Teatro Astra che ha ospitato due spettacoli. Le coreografie del giovane italo-olandese Michele Rizzo hanno aperto la serata con “Higher” sulla musica elettronica di Lorenzo Senni, prodotto da Frascati Productions Amsterdam e ICK Amsterdam. Una performance che ha portato in scena un rituale catartico con uno stile ispirato al filone del clubbing e ballo da discoteca. Seguito dalla RootLessRoot Company, in scena con “Collective loss of memory” di Jozef Frucek e Linda Kapetanea per rappresentare una realtà che si mischia con la finzione e si mostra cruda solo alla conclusione. Un'esibizione dai movimenti circensi e animato da colpi di lotta greco-romana e arti marziali con un pizzico di sarcasmo. 

I numerosi eventi si svolgeranno fino al 31 maggio, poi ci sarà una pausa e la serata conclusiva si terrà il 10 giugno con tre site specific presso il Museo Ettore Fico: del breaker Giovanni Lenarduzzi, di Gianluca Girolami e per finire “Possibili derive”, un progetto che mette in risalto l'utilizzo sfrenato dei selfies come dimostrazione della nostra condizione esistenziale. 

Una manifestazione da non perdere assolutamente che vi permetterà di varcare i nuovi confini della danza contemporanea.
Per info e programma completo, consultare il sito

Shake your mind!

Fonti testo:
www.mosaicodanza.it
www.giornaledelladanza.com

Fonti immagini:
www.mosaicodanza.it
www.mole24.it