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Le basi dell' en dehors


Qualsiasi persona che abbia visto un balletto a teatro, un manifesto di uno spettacolo o un film dedicato alla danza, sa com'è l'immagine di una ballerina: alta, snella, bella, aggraziata con gambe sottili e lunghe. 

Come può svilupparsi un corpo che pratica questa disciplina?
Uno degli elementi principali della danza è l'en dehors. Con questo termine, che letteralmente significa “in fuori”, si intende un movimento che permette un migliore appoggio, una maggiore estensione dei movimenti e un uso corretto dei muscoli del corpo. 

Questo movimento consiste nel ruotare l'esterno dei muscoli degli arti inferiori, partendo dal bacino fino ad arrivare alla punta del piede, applicando una forza con gli adduttori (i muscoli interni della coscia). Questa attitudine è alla base dei movimenti della danza classica e consente di eseguire le cinque posizioni base dei piedi


Una buona esecuzione dell'en dehors favorisce lo sviluppo dei muscoli delle gambe, degli addominali, della schiena e dei glutei e permette di mantenere una corretta postura.

L'estensione del movimento di rotazione esterna dell'anca può essere differente da persona a persona ed è strettamente collegato a numerosi fattori strutturali e funzionali:

- Posizione del bacino: l'orientamento dell'acetabolo (situato sul lato frontale ed esterno del bacino, è la cavità a forma di “coppa” all'interno del quale la testa del femore ruota) varia nello spazio, con i movimenti del bacino stesso. Il bacino deve mantenere una posizione neutra per consentire la rotazione esterna della testa del femore. Per questa posizione, i muscoli del tronco (addominali e dorsali) devono lavorare insieme a quelli del pavimento pelvico e al diaframma: in questa maniera il peso che grava sulle teste del femore viene limitato e se ne facilita la mobilità. 

- Angolo di antiversione del femore: la testa del femore presenta una forma sferica ed è orientata verso l'alto, l'interno e in avanti rispetto al piano frontale. Quando una persona si sdraia in posizione supina, la testa del femore non è in linea con il pavimento ma tende leggermente verso il soffitto formando, con la base d'appoggio, un angolo detto appunto angolo di antiversione del femore, che varia dai 10° ai 30°. Il valore che assume l'angolo è inversamente proporzionale all'abilità di ruotare l'anca in fuori. Si definiscono “naturalmente dotati” i soggetti che riescono a posizionare i piedi a 180° tra di loro senza sforzo grazie all'angolo di antiversione di 10°. Chi invece ha un angolo di antiversione di circa 30° farà più fatica a formare un angolo piatto con i piedi. 

- Attivazione dei muscoli rotatori profondi dell'anca: come già spiegato sopra, quando si parla di en dehors non si intende una “posizione” ma bensì un “movimento”. Ciò significa che una volta eseguito in modo completo (la punta dei piedi rivolta in fuori), questo va anche mantenuto. Per questa ragione è necessario l'intervento dei muscoli adduttori dell'anca che attirano la faccia interna di una coscia verso la controlaterale come se fosse una calamita e inoltre attraggono la spinta della pianta del piede al suolo che “respinge” il pavimento coinvolgendo l'intero arto inferiore nel procedimento.

Detto ciò, sembra chiaro che ogni ballerino dovrà essere consapevole, fin dai primi anni dello studio della danza, della propria capacità di ruotare esternamente le anche, soffermandosi non solo sull'estensione globale del movimento ma anche sulle possibili divergenze di mobilità tra un'anca e l'altra che potrebbero influenzare sull'esecuzione del movimento dei piedi. 

Fonti testo:
www.uncorpochedanza.blogspot.it