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Aforismi Filosofici

di Giada Putiri per redazione Post Spritzum


Che cosa è un aforismo?
Un aforismo (dal greco antico ἁφορισμός, definizione), è una breve frase che condensa un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale.

Aforismi di Gandhi

I temi trattati negli aforismi di tutti i secoli riguardano soprattutto i vizi e le virtù che cambiano, rimangono o scompaiono completamente secondo il periodo. Ad esempio il vizio della gola che fino al Cinquecento era assai trattato, in seguito scompare, così come la virtù della prudenza che fino al Seicento veniva messa in evidenza, sarà in seguito raramente trattata. Nella seconda metà del Novecento, con il diffondersi dell'editoria di massa, è venuta a moltiplicarsi la pubblicazione di libri appositamente dedicati a raccolte di aforismi di autori diversi, spesso suddivisi su base tematica e che presentano modelli diversi, dall'affermazione al dialogo, dal racconto alla citazione e al saggio. Essi, a confronto dei libri di aforismi dei secoli precedenti, trattano temi differenti che alla base hanno comunque sempre l'uomo.

L'aforisma assume, secondo i tempi e gli attori, differenti nomi. "Aforisma" viene chiamato da Leonardo Fioravanti, da Tommaso Campanella e da Emanuele Tesauro; "ricordo" per Francesco Guicciardini; "avvenimento" per Giovanni Francesco Lottini; "proposizione" per Cesare Speciano, "Massimo" e "sentenza" per Giammaria Mazzuchelli, "pensiero" per Alessandro Tassoni, Francesco Algarotti, Niccolò Tommaseo, Blaise Pascal e Aristide Gabelli; "degnità" e "assioma" per Giambattista Vico.

Gli aforismi per antonomasia furono fino al 1769 quelli usati in campo medico, prima da Ippocrate e poi dalla Scuola medica salernitana, mentre verrà estesa all'astrologia da Girolamo Cardano e alla politica da Tommaso Campana. Nell'Ottocento filosofi come Arthur Schopenhauer, Giacomo Leopardi e Friedrich Nietzsche si sono cimentati in aforismi all'interno delle rispettive opere. Nel Novecento aumentano, con carattere metaforico, i nomi dati al termine aforisma. Così troviamo in Giovanni Boine "frantumi" e "fosforescenze", in Federigo Tozzi "barche capovolte", in Umberto Saba "scorciatoie", in Camillo Sbarbaro "fuochi fatui" e "asterischi", in Ennio Flaiano "errori", in Giovanni Papini "schegge", in Alessandro Morandotti "minime". Celebri anche gli aforismi di Albert Einstein.

Aforismi di Sant'Agostino

Per quanto riguarda lo stile con il quale va scritto l'aforisma, in tutti i secoli si raccomanda come qualità la brevità. Già Bartolomeo da San Concordio, nel 1305 affermava nel suo libro "Ammaestramenti degli antichi", che "'l dire breve è migliore che 'lungo" e Francesco Guicciardini, nel 1576, scriverà nella sua opera pubblicata dapprima con il titolo "Più consigli e avvertimenti in materia di re pubblica e di privata" e in seguito con il titolo "Ricordi politici e civili", "Poco e buono" e che era meglio "uno fiore che accumulare tanta materia". Gesualdo Bufalino ha scritto un aforisma ironico sulla lunghezza ottimale dell'aforisma:
«Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole».

I principali filosofi, ma anche quelli meno conosciuti, con le loro domande, con le loro analisi, insomma con il loro "filosofare" hanno dato vita a dei veri e propri aforismi che tutt'ora si utilizzano nella vita quotidiana.
Affermazioni o domande di impatto, immediate che ci inducono a riflettere.

Analizziamone alcune:

- Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire.
(Socrate - filosofo greco antico)

Socrate

Con questa domanda, seguita da una profonda e diretta risposta, il filosofo Socrate ci mette davanti a due grandi verità:
1 - Inutile scappare, dovunque andrai, i problemi, le preoccupazioni e gli ostacoli non superati saranno li con te, non è il luogo che fa la differenza e che può aiutarti a superare un momento di sconforto, e non è scappando che puoi affrontare le difficoltà. Soltanto il coraggio non annoia mai e può aiutarti a trovare soluzioni davanti ai problemi, a saltare davanti agli ostacoli, a sorridere di fronte alla tristezza, a creare laddove è tutto distrutto.
2 - Quando si viaggia non bisogna mai rimanere chiusi in se stessi ma essere sempre con occhi, orecchie e cuore aperto per vedere paesaggi nuovi, per ascoltare le parole pronunciate da persone diverse da noi per esperienza e cultura e per lasciarsi andare all'emozioni che ogni luogo può trasmetterti.

Seneca

- Una mente notevole possiede un regno.
- Non è vero che non abbiamo tempo, la verità è che ne perdiamo molto.
- Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
    (Lucio Anneo Seneca - Autore, filosofo, politico latino).

La prima frase ci indica l'importanza dello studio, della conoscenza, della cultura. Valori ineguagliabili che rappresentano la più grande ricchezza che possiamo avere, per questo Seneca li paragona ad un regno.
La seconda frase ci invita a non cadere nel vittimismo e nell'arte del rimandare in quanto il tempo è un tesoro prezioso ed una volta perso non lo possiamo più recuperare. Ci invita ad agire e a seminare oggi per raccogliere i frutti di quanto abbiamo seminato un domani.
La terza ed ultima frase ci spiega che non c'è forza che può spingerci verso mete e obiettivi quando non sappiamo con precisione quali siano!

Niels Bohr

- L'esperto è una persona che ha fatto in un campo molto ristretto tutti i possibili errori.
(Niels Bohr - fisico, matematico e filosofo della scienza).

Con questa affermazione, il filosofo della scienza Niels Bohr, nonché vincitore del Premio Nobel per la fisica, spiega come, solo chi ha fatto numerosi tentativi seguiti da notevoli errori ed eventuali fallimenti, può davvero imparare, crescere e migliorarsi in un settore diventando in seguito esperto.
D'altra parte, come dice anche un noto proverbio: "solo chi non fa, non sbaglia!".

Voltaire

-Bisogna essere dei grandi ignoranti per rispondere a tutto quanto ci viene richiesto. (Voltaire - scrittore e filosofo francese).

In questo caso Voltaire vuole farci riflettere su come, a volte, sarebbe meglio essere umili e comprendere che ci sarà sempre qualcuno più informato di noi, ci sarà sempre qualcuno che saprà rispondere in maniera più veloce ed esaustiva.
Non necessariamente rispondere è la cosa più giusta da fare, a volte sono l'ascolto o il silenzio le scelte migliori: ascoltare per imparare da chi è più preparato oppure il silenzio perché non è necessario dire sempre qualcosa, a volte il silenzio vale più di mille parole. L'umiltà di fronte alle domande è sempre la strada più saggia per non cadere nella presunzione e nell'arroganza.

Tagore

- Non puoi attraversare il mare semplicemente stando fermo e fissando le onde.
(Rabindranath Tagore - Scrittore poeta drammaturgo e filosofo indiano).

E' un invito a non rimanere fermi, a lottare, ad andare avanti, ad agire e a non guardare il tempo che passa ma a sfruttare al meglio il tempo che abbiamo a nostra disposizione.

Mauriac

- Il massimo segno dell'intelligenze è il dubbio.
(Francois Charles Mauriac - Filosofo e scrittore francese).

Non siate eccessivamente sicuri, non fidatevi troppo delle vostre conoscenze o delle vostre esperienze...
Analizzate sempre le situazioni, approfondite sempre un argomento, fate del dubbio la vostra filosofia di vita perché è un alleato fidato che vi permetterà di affrontare il mondo!

Queste sono solo alcune delle principali frasi, dette appunto aforismi, che importanti scrittori e filosofi ci hanno lasciato come eredità per darci spunti di riflessione e continui stimoli.


Fonti di testo:
- www.unpensieroalgiorno.com
- www.wikipedia.org

Fonti di immagini:
1 - www.wikipedia.org
2 - Immagine copertina di Roberto Marinaccio
3 - www.aforisticamente.com