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Blaise Pascal

Pascal è uno di quei pensatori che solitamente la storia ufficiale della filosofia tiene nascosti. Questo accade non perché le sue idee non meritino un ruolo di primo piano in questa disciplina, ma perché il suo pensiero costituisce un'anomalia, e di solito ciò che è anomalo, poiché interrompe il corso della narrazione prestabilita, viene scartato e lasciato ai margini. Tuttavia, vale davvero la pena visitare quei luoghi ai margini per conoscere Pascal, che potremmo paragonare ad un fulmine sia per la breve durata della sua vita (morì ad appena trentanove anni) sia per la forza del suo pensiero.

La filosofia di Pascal ha come centro la profonda analisi della condizione umana, in rapporto alla verità divina rivelata dal Cristo.
Egli scrive: "Noi navighiamo in un vasto mare, sempre incerti e instabili, sballottati da un capo all'altro. Qualunque scoglio, a cui pensiamo di attaccarci e restar saldi, vien meno e ci abbandona e, se l'inseguiamo, sguscia alla nostra presa, ci scivola di mano e fugge in una fuga eterna. Per noi nulla si ferma..." (Blaise Pascal, Pensieri)

La statua di Blaise Pascal

Dunque, per Pascal la condizione umana è nient'altro che estrema precarietà, impossibilità di raggiungere punti fermi, insanabile contraddizione fra il volere e l'ottenere, volubilità e continuo movimento nell'avere e nel volere stesso. L'uomo è una pura contraddizione in sé, posto tra i due abissi dell'infinito e del nulla, fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo, fra l'essere spirituale (eterno) e l'essere corporeo (temporale). L'uomo non può sapere né ignorare totalmente. Pascal vuole dare all'uomo l'autentica misura della sua condizione, ché è un intreccio di "angelo" e di "bestia". Inoltre, secondo Pascal, l'uomo vive perennemente nell'illusione e nell'errore, indotti soprattutto dall'immaginazione, lasciandosi ingannare persino dai principi etici e morali, che mutano in realtà da luogo a luogo, da tempo a tempo, dimostrandone la relatività; quest'ultimo pensiero, che era stato usato dagli stessi libertini per sostenere la loro posizione, viene rivoltato da Pascal contro la limitatezza della ragione umana, che non basta mai a se stessa, ma che necessita della fede, per aver significato e fine.

In sostanza: "...che cos'è l'uomo nella natura? Un nulla in confronto all'infinito, un tutto in confronto al nulla, un qualcosa di mezzo fra nulla e tutto..."
(Blaise Pascal, Pensieri)

Celebri sono tre sue frasi:
1) L'uomo è una canna che pensa
2) Tutto il nostro ragionare si riduce a cedere al sentimento
3) Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce

Con queste tre rinomate frasi il fisico, matematico e filosofo Blaise Pascal, vuole far riflettere sui sentimenti che il cuore può provare a volte talmente forti da non poterli comprendere. Queste frasi contrappongono due elementi essenziali, cuore e ragione. E' sempre molto difficile prendere una decisione su quale dei due seguire. Questi motti fanno riflettere molto anche sulla capacità del cuore di provare certe emozioni; molti filosofi oggi sostengono che il cuore non è un semplice "muscolo", ma è molto di più, in quanto riesce a provare dei sentimenti che la ragione non riesce a comprendere. Invece in ambito scientifico il muscolo cardiaco è considerato come un semplice muscolo del nostro corpo, incapace di provare sentimenti. Di conseguenza sostengono che l'unica via da seguire è quella della ragione, in quanto il cuore non è capace di darci delle risposte.


In realtà ognuno di noi ha percepito il battito del cuore accelerare sempre di più in certe situazioni, proprio perché in quell'istante proviamo delle emozioni molto forti. Sembra quasi che il cuore si immedesimi in noi stessi e riesca a spiegare quelle sensazioni che altrimenti non riusciremmo a spiegare con la sola ragione. Il sentimento per eccellenza è "l'amore"; chiunque almeno una volta nella vita è riuscito a provarlo sentendo prima di tutto il cuore battere più intensamente. Ed è proprio grazie alle sue pulsazioni che siamo consapevoli di provare quelle emozioni; la ragione invece non riesce a darne un effettivo significato. Quindi si può anche affermare che è proprio il cuore che sta alla base della nostra ragione. D'altro canto molti, soprattutto medici, sostengono invece che sia errato pensare che il cuore possa provare dei sentimenti; in realtà batte più o meno forte reagendo ai processi chimici che avvengono nel cervello e che influenzano tutto il corpo. Resta comunque il fatto che il cuore è il simbolo per eccellenza dei nostri sentimenti, l'iniziatore di quelle emozioni che caratterizzano ogni nostro istante. 


Fonti di testo:
- Beatrice Cullina (a cura di), Blaise Pascal, Hachette editore, Milano 2015 Milano 2015 

Fonti immagini:
1 - https://it.wikipedia.org
2 - www.skuola.net