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Cartesio: un filosofo oltre ogni dubbio


"Penso, dunque sono - Cogito, ergo sum"

Queste sono parole famose che tutti almeno una volta abbiamo sentito o letto almeno una volta, è la frase più conosciuta del filosofo francese René Descartes Cartesio. Poche parole, che sono però servite per dare una giustificazione più che mai logica all'esistenza dell'uomo: quest'ultimo non è un semplice burattino privo di volontà, bensì un essere cosciente del proprio io, perché può appunto pensare.


Cartesio si dedicò alla ricerca di un metodo che dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un'applicazione pratica nella vita. Per scoprire tale metodo, il filosofo francese adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, il cosiddetto dubbio metodico, consistente nel mettere in dubbio ogni affermazione, ritenendola almeno inizialmente falsa, nel tentativo di scoprire dei principi ultimi o delle massime che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la conoscenza. Inoltre, Cartesio, estremizza questo dubbio metodico, sostenendo che se anche dovesse esistere un "genio maligno" che ci acceca, che non ci fa carpire l’essenza ultima delle cose e quindi la loro verità, che ci inganna beffardamente, noi avremmo sempre una certezza irremovibile: per essere ingannato, io devo esistere. Questo è quello che lui chiama dubbio iperbolico. L’uomo, quindi, giunge alla consapevolezza di essere "res cognitans" ovvero "cosa pensante": deve aggrapparsi a questa garanzia e non deve lasciarsi abbindolare da tutte le falsità seducenti della "res extensa" ovvero "della realtà".


Con l'espressione "cogito, ergo sum", Cartesio sembra in parte rifarsi alla filosofia di Agostino e alla sua affermazione "si fallor sum" ovvero "se sbaglio esisto", ma in realtà ne capovolge radicalmente la prospettiva: per Agostino, infatti, il dubbio era espressione della verità, e significava che io ho la capacità di dubitare solo in quanto c'è una verità che mi trascende e rende possibile il mio pensiero. Cartesio invece, che tiene lui stesso a sottolineare la differenza col metodo agostiniano, intende affermare che è la verità a scaturire dal dubbio, non viceversa. Il dubbio si assume il compito di distinguere il vero dal falso. Bisogna accettare come vero solo ciò che è evidente, scevro da ogni forma di dubbio o incertezza.

Il filosofo cerca di farci riflettere sul fatto che tutti noi siamo consapevoli di vivere grazie al ragionamento, alla capacità di pensare, di capire che cosa siamo. Il ragionamento e il riflettere sono i doni più grandi che abbiamo avuto, insieme alla capacità di sognare ed immaginare e dobbiamo saper sfruttare questi doni.



Fonti di testo:
- Beatrice Cullina (a cura di), Cartesio, Hachette editore, Milano 2015 Milano 2015

Fonti immagini:
1 - https://it.wikipedia.org
2 - www.skuola.net