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FILOSOFIA MEDIOEVALE


Nell'immaginario europeo, il Medioevo ha rappresentato prima di tutto un'epoca di povertà, ignoranza e servitù. Una dimostrazione di tale arretratezza collettiva ci viene offerta dalla leggenda dei terrori dell'anno Mille, quando la gente, prostrata dalla fame e dalle guerre, credette che si stesse compiendo la minaccia contenuta nell'Apocalisse e con essa la fine del mondo. Il medioevo è stato quindi a lungo considerato un’epoca di oscurantismo della ragione e pertanto priva di filosofia (i cosiddetti secoli bui). Tuttavia la realtà storica che gli studi dei medioevalisti vanno ricostruendo è ben diversa, dimostrando come, la filosofia del medioevo, divenne oggetto di studio in maniera sistematica e approfondita.

Il sapere filosofico, teologico e scientifico elaborato in età medievale  (secc.VI – XIV) viene designato con due linee che divennero le due principali filosofie medievali: la Patristica e la Scolastica. Con il termine patristica, si intende la filosofia cristiana dei primi secoli, elaborata dai Padri della Chiesa e dagli scrittori ecclesiastici; uno dei principali esponenti della filosofia patristica fu
S.Agostino. Il suo pensiero presuppone l'uomo come base dell’esistenza. Intende la vita come una breve avventura cognitiva. La conoscenza di Agostino è una conoscenza che salva.

S. Agostino

Il termine scolastica deriva dal fatto che nel Medioevo la produzione intellettuale è legata alle scuole; infatti, a partire dal secolo XIII la ricerca intellettuale si concentra nelle Università, libere corporazioni di studenti e insegnanti, dove la filosofia ha un ruolo centrale per la dimostrazione razionale dei contenuti di fede e coincide sostanzialmente con la lettura e il commento dei testi aristotelici. La filosofia del XIII secolo fu, però, qualcosa di diverso da una semplice esegesi di Aristotele; essa ne fu, infatti,  la reinterpretazione da parte dei cristiani. Il principale esponente della filosofia scolastica fu S.Tommaso d'Aquino che, utilizzando la filosofia di Aristotele, riuscì a a favorire l'espansione delle scuole e la nascita di nuovi gruppi di studenti e di insegnanti.

S.Tommaso d'Aquino

I fattori che hanno favorito lo sviluppo di questo pensiero filosofico, sostanzialmente sono i seguenti:  
1. La creazione e la fondazione delle università;
2. L’attività culturale dei due ordini mendicanti, dei francescani e domenicani, non più legati al “mondo separato” dei monasteri, ma in stretto contatto con le realtà cittadine e le università;
3. La riscoperta, attraverso la mediazione araba, degli scritti di metafisica e di fisica di Aristotele;
4. Il rinnovato studio dell’opera platonica e il significativo recupero della tradizione agostiniana.  

Solitamente si distinguono tre fasi storiche:  
1. Primo periodo (VI-XI secc.) caratterizzato dall’indagine razionale sulla fede;
2. Secondo periodo (XIII sec.) segnato dall’ingresso della filosofia di Aristotele e dal seguente confronto tra teologia cristiana e metafisica aristotelica;
3. Terzo periodo (XIV sec.) dove si cercano nuovi equilibri con lo studio rigoroso dei metodi e dei linguaggi propri delle singole discipline.

Della filosofia medioevale occorre riconoscere la plurivocità e le discontinuità: in una parola, la complessità. Questo ci permette di cogliere, nei pensatori medievali, la sempre rinnovata tensione fra la situazione concreta che pone problemi e la tradizione, cui viene fatto ricorso in maniera estremamente flessibile e spesso creativa per (tentare di) risolverli.


Fonti di testo:
- Beatrice Cullina (a cura di), Filosofia medioevale, Hachette editore, Milano 2015 Milano 2015

Fonti immagini:
1 - https://it.wikipedia.org
2 - www.skuola.net