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I sofisti

di Giada Putiri  per redazione Post Spritzum


La sofistica è una corrente filosofica sviluppatasi nell'antica Grecia, più precisamente ad Atene, a partire dalla seconda metà del V secolo a. C.
Essa pone, al centro della sua riflessione, l'uomo e le problematiche relative alla morale e alla vita sociale e politica.

I suoi esponenti, detti appunto sofisti, seppur accomunati dal desiderio di svolgere la professione di maestro di virtù, coltivarono interessi e posizioni personali diversi, giungendo spesso a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti.


L'Acropoli e l'agorà di Atene dove nacque la Sofistica


Anticamente il termine sofista voleva dire sapiente ed era sinonimo di saggio; si riferiva ad un uomo esperto, conoscitore di tecniche particolari e dotato di un'ampia cultura.

A partire dal V secolo, invece, si definivano sofisti quegli intellettuali che svolgevano professione di sapienza e la insegnavano dietro compenso: questo fatto, considerando la mentalità del tempo, appariva scandaloso e portò a giudicare negativamente questa corrente. Nell'antichità infatti, il termine era spesso posto in antitesi con la parola filosofia, intesa come ricerca del sapere, che presuppone il fatto di non possedere alcun sapere. I sofisti vennero ritenuti quindi dei falsi sapienti, interessati al successo e al compenso, più che alla ricerca della verità. Il termine mantiene anche nel linguaggio corrente un carattere negativo: con “sofismi” si intendono discorsi ingannevoli, coerenti e convincenti in apparenza ma che, in realtà, portano a conclusioni poco credibili.

Essendo i sofisti dei maestri di virtù che si facevano pagare per i propri insegnamenti, per molto tempo furono criticati dai loro contemporanei, soprattutto da Socrate, Platone e Aristotele che consideravano il sapere un valore e non uno strumento con cui procurarsi del denaro.
La figura del sofista, come persona che si guadagna da vivere vendendo il proprio sapere, si pone come precursore dell'educatore e dell'insegnante professionista. Essi si concentrano sulla vita umana, diventando così i primi filosofi morali.

I sofisti tendevano a non risiedere stabilmente presso una famiglia o una città, ma a viaggiare da un posto all'altro, confidando per lo più in una cerchia di clienti abbastanza stabile, ma senza mai legarsi ad nessuno in particolare e finendo per costituire una classe a sé, introducendo l'insegnamento come professione retribuita e conferendole un suo status peculiare.


I sofisti: rappresentazione del saper parlare in modo persuasivo


Pur essendo diversi l'uno dall'altro per interessi, opinioni e posizioni personali, avevano degli argomenti comuni quali:

•    La retorica: mediante il potere persuasivo della parola essi insegnavano la morale, le leggi, le costituzioni politiche; il loro intento era di educare i giovani a diventare cittadini attivi, cioè avvocati o militanti politici e, per essere tali, oltre ad una buona preparazione, bisognava anche essere convincenti e saper padroneggiare le tecniche retoriche. Protagora ad esempio, padre della Sofistica, concentrava la propria attenzione nell'applicare la retorica basandosi su problemi di carattere linguistico e semantico alla ricerca di un un linguaggio rigoroso e formalmente preciso per definire le cose, altri sofisti invece, utilizzavano la retorica soprattutto nei tribunali e nelle assemblee pubbliche utilizzando discorsi mirati per ottenere il consenso dell'interlocutore. Inoltre, con i sofisti, la retorica comincia a intrattenere stretti rapporti con la poesia, non viene quindi usata solo in tribunali e assemblee pubbliche ma si orienta ad un pubblico generico con l'intento di dimostrare l'eccellenza di una persona o di una cosa.

•    L'insegnamento della virtù: essendo i sofisti "maestri di virtù", il loro insegnamento si basava sulle strategie per conseguirla. Per virtù si intendeva l'approfondimento della conoscenza di alcune materie, l'aumento del proprio sapere, della cultura personale;

•    Le problematiche umane: ovvero essi approfondirono i temi legati alla vita dell'uomo, che venne analizzata soprattutto dal punto di vista del sapere (ciò che l'uomo può conoscere e ciò che non può conoscere), etico (ciò che è bene e ciò che è male) e politico (il problema dello Stato e della giustizia).

Solo a partire dal XIX la Sofistica è stata rivalutata, e oggi è riconosciuta come una corrente fondamentale della storia della filosofia antica.

Shake your mind!


Fonti testo:
- F. Adorno, T. Gregory, V. Verra (a cura di), Storia della filosofia, Editore Laterza

Fonti immagini:
1)  www.atene.org
2)  www.dafniruscetta.it