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La filosofia di Immanuel Kant

Immanuel Kant fu il più importante esponente dell'illuminismo tedesco, anticipatore degli elementi fondanti della filosofia idealistica e della modernità. Anch’egli, come gli illuministi, assume il motto “Sapere aude!”, “ ovvero: "abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza!”.

Autore di una vera e propria rivoluzione filosofica ("rivoluzione copernicana"), con lui la filosofia perde l'aspetto dogmatico metafisico tradizionale ed assume i caratteri di una ricerca critica sulle condizioni del conoscere.

La maggior parte della sua biografia è conosciuta grazie all'epistolario, un resoconto asciutto dei rapporti con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti, ricco di interessanti dettagli sui rapporti intercorsi con alcune importanti personalità del secolo.

Ritratto e firma di Immanuel Kant

Uno dei principali contributi della dottrina kantiana è stato l'aver dato origine ad una rivoluzione filosofica tramite una critica della ragione che determina le condizioni e i limiti delle capacità conoscitive dell'uomo nell'ambito teoretico, pratico ed estetico. La filosofia di Kant è definita criticismo perché, proveniente dal greco krino “io giudico”, si propone di definire le possibilità, i limiti e le validità delle nostre conoscenze ed ha quindi un valore antidogmatico e riflessivo. Kant ritiene che l’uomo può avere delle conoscenze certe ed universali solo da parte della scienza (matematica e fisica), al contrario, da parte della metafisica non può che avere delle dispute. Questi ambiti non sono scelti casualmente ma sono per Kant corrispondenti alle tre principali questioni cui la filosofia deve provare a rispondere, ovvero:

- Che cosa posso sapere?
- Che cosa devo fare?
- Che cosa ho diritto di sperare?

A tali domande il filosofo dedica tutta la vita con opere come:
1) La critica della ragion pura
2) La critica della ragion pratica 
3) La critica del giudizio

La filosofia, dice Kant, è un’attività di ricerca, nella quale nulla va trascurato e dove tutto va sottoposto al tribunale della ragione, compresa la ragione stessa. Per rispondere a tale domanda kant introduce i giudizi ossia le proposizioni. Kant afferma che il sapere scientifico si fonda su giudizi sintetici a priori, che sono cioè ampliativi per la nostra conoscenza (sintetici) e indipendenti dall’esperienza (a priori). Essi si differenziano in giudizi analitici a priori e in giudizi sintetici a posteriori. Nei primi il predicato è compreso nel soggetto e sono universali e necessari ma non fecondi per la nostra conoscenza. Nei secondi il predicato offre una nuova informazione, questi sono basati sull’esperienza, sono particolari e contingenti e fecondi per la conoscenza. Kant però si dichiara insoddisfatto dei due tipi di giudizi in quanto sono unilaterali e non validi dal punto di vista scientifico.


La conoscenza è sintesi di materia e forma. La materia è la molteplicità delle impressioni sensibili. La forma è l’insieme delle modalità con cui la mente umana ordina le impressioni ricevute. La materia è “a posteriori”, la forma è “a priori”. La nostra esperienza è frutto di una sintesi dei dati (o materia) e dell’attività formatrice del soggetto, che Kant chiama trascendentali (le condizioni che permettono la conoscenza). Trascendentale non è la conoscenza, ma il nostro modo di conoscere gli oggetti, ossia le strutture mentali (sensibilità e intelletto) che, essendo proprie del soggetto e non più dell’oggetto, devono essere a priori. Conoscenza = esperienza + princìpi a priori. La mente dunque filtra attivamente i dati empirici attraverso forme che precedono l’esperienza e che risultano comuni ad ogni essere pensante. Tali forme, essendo a priori rispetto all’esperienza, sono fornite di validità universale e necessaria, in quanto tutti le possiedono e le applicano nello stesso modo. Un esempio concreto di come avvenga la conoscenza consiste nel paragonare la mente ad un computer, fornito di programmi fissi, corrispondenti ai princìpi a priori, con cui mette in ordine le informazioni che vengono dall’esterno (i dati sensibili). Queste informazioni mutano continuamente, ma restano immutati i programmi che le mettono in ordine.

Fonti di testo:
- Beatrice Cullina (a cura di), Immanuel Kant, Hachette editore, Milano 2015 Milano 2015

Fonti immagini:
1 - https://it.wikipedia.org
2 - www.skuola.net