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Le regole del buon filosofo

di Giada Putiri per redazione Post Spritzum


Dall’analisi del significato e dello scopo della filosofia segue una prima valutazione sull’identità del filosofo. In generale, chiunque ragionasse sui fondamenti di una disciplina o di un’attività starebbe filosofando, e dunque sarebbe considerato un filosofo. Un economista che ragionasse sui fondamenti dell’economia non starebbe facendo economia, ma filosofia dell’economia, e dunque sarebbe filosofo; allo stesso modo, un medico starebbe facendo filosofia della medicina, e perciò sarebbe filosofo. Anche uno scienziato, qualora ragionasse sui concetti fondamentali della sua disciplina, cesserebbe di fare lo scienziato e diventerebbe filosofo, in particolare filosofo della scienza. Quanto appena detto, delinea una caratteristica sorprendente della filosofia: chiunque può filosofare, a prescindere dal particolare campo di cui solitamente si occupa e dagli oggetti pertinenti a quel campo. Perciò possono fare filosofia il critico d’arte con un saggio sull’estetica o l’avvocato durante un’arringa, il giornalista sull’editoriale del quotidiano o il drammaturgo nel copione di un’opera teatrale. Tuttavia, nessuno può filosofare senza apprendere gli strumenti necessari della filosofia. Come il chirurgo e l’idraulico, il falegname e il dentista possiedono, e sanno usare, adeguati strumenti per lavorare, ognuno con una funzione specifica; così il filosofo deve possedere e saper usare la sua “cassetta degli attrezzi”. I quali però non s’impugnano né si maneggiano (almeno in senso letterale) perché si tratta di attrezzi logici ovvero diverse forme argomentative usate per giustificare le proprie affermazioni, per controbattere le asserzioni altrui, per esaminare e chiarire nozioni e concetti.


Potrebbe sembrare allora che il filosofo sia una specie di “tuttologo”,  ovvero una persona che "saltella" con disinvoltura tra varie discipline, dalla meccanica quantistica alla teologia, dalla gastronomia all’intelligenza artificiale, permettendosi il lusso di discutere qualsiasi argomento. Bisogna però chiarire almeno due aspetti per fugare questo fraintendimento, che non farebbe onore ai filosofi.

- In primo luogo, la filosofia non è un passare da un argomento all'altro, un sviluppare un pensiero o un'opinione su questo o su quello; ma è l’esplicitazione e l'argomentazione di dubbi dove effettivamente servono e il tentativo di porre a questi dubbi una risoluzione con risposte argomentate. Ciascuno di noi può mettere in questione (quasi) tutto, ma ribadiamo che la sola questione non basta per "filosofare";
- In secondo luogo, è sempre buona norma conoscere ciò di cui si parla. Pertanto, quando un filosofo riflette su una disciplina, è importante che conosca i principi e gli scopi, i metodi e i modi di operare, nonché i risultati e i problemi di quella disciplina; altrimenti le sue conclusioni rischiano di essere irrilevanti, scorrette o, peggio, fuorvianti.

Saper usare gli strumenti della filosofia e conoscere ciò su cui si filosofa: sono piccole regole d’accortezza suggerite dal buon senso; elementari se vogliamo, forse di difficile attuazione, ma imprescindibili per chi voglia "filosofare" ed essere considerato un filosofo.


Chi è il filosofo?
La filosofia significa: "amore per la sapienza".
Un filosofo non è soltanto una persona con una profonda conoscenza di vari argomenti o che ama imparare. Egli riflette criticamente su molte situazioni apparentemente prive di risposta e irrisolte.

Le regole del buon filosofo:
1) Mettere tutto in discussione
2) Dedicare molto tempo alla lettura
3) Pensare in grande
4) Partecipare a dibattiti, senza esitare nel controbattere le idee in opposizione alle proprie. Essere in grado di vedere le molteplici prospettive di una questione è un modo eccellente per affinare le proprie argomentazioni e opinioni. Un vero filosofo può (e probabilmente lo farà) sfidare anche le convinzioni più radicate nella società senza temere le critiche. È esattamente quello che è stato fatto da Darwin, Galileo ed Einstein, ed è il motivo per cui vengono ricordati.
5) Sviluppare un proprio approccio di ricerca e metterlo costantemente in pratica
6) Scrivere le proprie idee, le proprie opinioni, i propri dubbi
7) Sviluppare una propria filosofia di vita, la ricerca del filosofo è personale
8) Cercare un significato che si nasconde dietro tutto quello che ti circonda. Ogni volta che ci imbattiamo in un qualcosa che intuitivamente sembra insensato, ingannevole o poco interessante, bisogna cercare di capire il perché. Fare filosofia va oltre la lettura di libri: la vera filosofia proviene dal pensiero quotidiano e dall'analisi di tutto quello che ci circonda andando oltre le apparenze.

In particolar modo la prima grande regola di chi ama la filosofia è porsi delle domande perché fare filosofia significa porsi domande. Mai smettere di chiedere il perché, anche quando ti viene data apparentemente una risposta.

Fonti testo:
- F. Adorno, T. Gregory, V. Verra (a cura di), Storia della filosofia, Editore Laterza
- F. Adorno, T. Gregory, V. Verra (a cura di), Le regole del buon filosofo, Editore Laterza
- www.filosofiablog.it/filosofia/regole/

Fonti di immagini:
1 - http://www.mgcompagnini.it
2- https://claudiochiaramonte.wordpress.com/2015/09/page/2/