Buni, una striscia che non si legge

Boris Battaglia ha recentemente ricordato, con un eccellente articolo su Fumettologica.it, che i fumetti non si leggono, si guardano. Lo spostamento dell’occhio sulla tavola corrisponde ad uno scorrimento temporale nella storia, e così possiamo affermare che l’elemento minimo del fumetto -ciò senza cui un fumetto non può essere definito tale- sia la sequenzialità, ovvero l’idea del passare del tempo tra una vignetta e un’altra, tra un elemento e un altro. Ma come, penserà qualcuno di voi, e allora la nuvoletta con le parole? Oggetto curioso che il fumetto ha contribuito ad introdurre nel quotidiano. In ogni caso, però, non indispensabile.



E allora arriviamo a Buni. Buni è il protagonista di una striscia a fumetti pubblicata per la prima volta online nel 2010. È un coniglio bianco e nero che vive in una terra popolata da orsacchiotti (??) ed è un inguaribile ottimista. Piccolo problema: inizia ogni striscia felice, conclude ogni striscia schiaffeggiato dalla vita. Vive un amore non corrisposto, la presenza di un padre cinico, tutta una serie di situazioni che ciascun lettore riconoscerà come esistere nella vita reale, situazioni tra l’altro rese molto bene grazie ad idee semplici ma geniali. Sotterrato dagli eventi, è pronto a ricominciare pazientemente ad ogni nuova avventura: decisamente ammirevole.


Potremmo parlare di come Buni sia un dissacrante inno a ridere dei propri problemi, ma l’incipit di questo articolo puntava ad altro. E allora, a colpire di questa striscia, è la quasi totale assenza di parole, se escludiamo le scritte presenti ad esempio sui giornali o qualche onomatopea, per riportare i suoni. Eppure il lavoro di Ryan Pagelow scandaglia i nostri pensieri in profondità e non rinuncia a far riflettere, nonostante la leggerezza del tratto. Questo è possibile grazie al grande potere comunicativo del fumetto, al di là della presenza o meno delle parole. Perché un fumetto è innanzitutto un insieme di simboli e di codici che, se decifrati, possono dire molto. Altro che roba per bambini!

Shake Your Mind!





FONTE IMMAGINI: foto personali