Da un pirata di gomma all'arte del racconto: fine di una grande avventura (o nuovo inizio?)

Un tizio misterioso riesce ad accedere alle anteprime dei nuovi numeri del giornale Weekly Shonen Jump. Fotografa o scannerizza le pagine, poi le passa a qualche altro misterioso tizio. Così le immagini dei nuovi capitoli di vari fumetti finiscono su siti che, zeppi di pubblicità e forti di un gran numero di visualizzazioni, diventano un vero e proprio business nemmeno completamente legale. Ecco il mondo della scanlation, che permette di leggere svariate storie senza dover passare in fumetteria. Questo fenomeno ne porta con sé un altro, quello degli spoiler: le anticipazioni, amate da molti e odiate da tanti.



 Lo spoiler fa sì che prima della vera e propria uscita del capitolo si abbia già discusso di qualsiasi elemento della trama. In un’opera come One Piece, questo vuole dire che alla sua uscita ufficiale si potrà tranquillamente discutere di altro, visti i tanti spunti che, come abbiamo già detto, il suo autore fornisce. Da qui, ecco la nascita di pagine sui social network come Facebook dedicate a questo tipo di discussione. Per rendere l’idea, One Piece Mania: i suoi amministratori hanno come esplicito obiettivo l’analisi professionale del fumetto di Oda. I social network hanno come caratteristica principale l’interazione, consentendo a chiunque di dire la propria, commentando anche l’intervento degli altri utenti. Facebook favorisce cultura partecipativa: ogni utente sa che il proprio contributo può essere importante, visto che l’analisi professionale di One Piece avverrà grazie all’aiuto di tutti. Agire in una comunità, tra l’altro, è un’abilità richiesta oggi in moltissime professioni.


Arriva il pezzo forte. Un certo Bruner, psicologo, affermò che l’essere umano pensa in maniera narrativa. Cioè: raccontare aiuta a comprendere il mondo. Oda con One Piece invita alla discussione, al commento, e commentare vuol dire in qualche modo ri-narrare. Ancora Bruner disse che quando l’essere umano racconta qualcosa, sta allo stesso tempo raccontando un nuovo pezzo di sé, sta aggiungendo un nuovo pezzo al puzzle della sua identità. Se a ciò aggiungiamo che la maggior parte dei fan di One Piece rientra nel gruppo dei giovani adulti, vuol dire che questo discorso delle identità finisce per parlare a chi lavora, a chi in questo momento ha il mondo in mano.


Pensate: siamo partiti dalla storia di un ragazzino di gomma che sogna il titolo di “Re dei pirati”, siamo arrivati a temi così grandi.

Shake Your Mind!



FONTE IMMAGINI:

foto personali