Fumetti nella Torre

A volte possiamo incontrare il fumetto dove meno ce lo aspettiamo. E così eccoci alla Torre della Filanda, elegante e antica costruzione rivolese lungo Via al Castello (la prosecuzione di Via Piol, per intenderci) restaurata da non molti anni ma un po’ abbandonata a sé. Fino a questo inverno, almeno, perché la sua (temporanea) riapertura fa parte delle novità del Villaggio di Babbo Natale 2019-20.

Cosa troveremo, alla Torre della Filanda? Ai tre piani superiori, oltre ad un panorama mozzafiato dalle finestre sia verso il castello sia verso Torino, la mostra Presepi dal Mondo e la Natività nell’Arte; più in basso, invece, un’elegante caffetteria e uno spazio-giochi pensato per i più piccoli, con tutta una serie di mattoncini giganti e costruzioni. Ed è proprio lungo le pareti di questi ultimi due luoghi che, sparse qui e lì come in una sorta di caccia al tesoro, possiamo trovare illustrazioni e tavole a fumetti. Natale tra le nuvole parlanti è il nome dato a questo allestimento,ed è curato dagli autori di Cronaca di Topolinia, la rivista semestrale ufficiale dell’associazione “Gli amici del fumetto”, con rubriche e fumetti originali.  

Le vignette, collegate tra loro, possono raccontarci una storia. Prese singolarmente, invece, diventano quadri capaci di evocare mondi lontani e avventurosi, elementi decorativi che caratterizzano i luoghi che le ospitano. Abbiamo visto disegni del Corto Maltese di Hugo Pratt, di Topolino, di Diabolik, del classico Jungle Jim: personaggi ricchi di storia che scendono dal loro piedistallo e interagiscono con le persone, magari poco abituate all’universo fumettistico, durante una cioccolata calda o una visita natalizia ai tanti e curiosi presepi presenti ai piani superiori. Realtà diverse che si incontrano, insomma.

 La nostra Torre, allora, diventa uno spazio per condividere tante passioni differenti. Spazio di dialogo anche tra generazioni, in cui la Storia convive con l’intrattenimento, la ristorazione, la magia del Natale, la cultura. È uno spazio che torna a vivere, protagonista di un’iniziativa che speriamo non finisca con il 6 gennaio. 

Shake Your Mind!