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Fumetto, ma cosa sei?

Di Loris Ferrero per redazione Post Spritzum

  Che cos’è un fumetto? Beh, facile. Quella cosa con i disegni e, appunto, i fumetti, nei quali ci sono le parole dei personaggi. O, se volessimo fare gli intellettuali della situazione, un insieme di vignette, ovvero di riquadri che contengono le immagini e i già citati fumetti.
 E invece non è così. Esistono fumetti senza… Fumetti. Ad essere maggiormente precisi dovremmo chiamarli balloon, ma anche “nuvolette” se si preferiscono i termini nostrani: in ogni caso, esistono vignette senza questi segni grafici indicanti le parole dei personaggi. Il balloon è un segno tipico del fumetto, ma non fondamentale, occorre dunque andare oltre e tirare in ballo un fumettista, Scott McCloud, che nel 1993 sceglie di scrivere un saggio sull’argomento, ma non con le parole, bensì proprio con le vignette: si tratta di “Capire il fumetto. L’arte invisibile”. Un omino occhialuto, l’avatar fumettistico dello stesso McCloud, ci guida attraverso i vari elementi che compongono un fumetto, che viene qui definito “arte sequenziale”. Ecco l’elemento imprescindibile, la sequenzialità: è la successione dei riquadri che noi chiamiamo vignette a creare un fumetto, nonché l’idea di movimento che un vignettista cerca di ricreare. La sequenzialità, le parole dei personaggi, le cosiddette linee di movimento, tutti elementi che coltivano il sogno di rendere sull'immobile carta il passare del tempo, il cambiamento. Il muoversi, appunto.
 
  C’è un termine, affascinante, che il nostro fumettista usa nel suo saggio: “closure”. La “closure” è “osservare le parti ma percepire l’intero” e in un fumetto corrisponde a quell’intervallo bianco tra una vignetta e l’altra, spazio magico in cui può succedere di tutto. Perché tra una vignetta e l’altra passa del tempo e chi può dire di sapere per certo cosa accada in quegli attimi? È un invito all’immaginazione, al discutere, a mettersi in gioco. È l’incanto del fumetto. Ora sappiamo cosa sia un fumetto, ma saremo anche in grado di rispondere al classico “ma i fumetti sono roba da bambini”: closure baby, closure.
Shake Your Mind!


FONTI IMMAGINI:

1) Amazon.it
2) LoSpazioBianco.it