Fumetto, poesia e business che viene meno

I più attenti, dal titolo, avranno intuito che questo articolo ne ricorda un altro, pubblicato appena una settimana fa. Intuizione corretta, il collegamento è voluto.


È che, rileggendo quelle righe, il sottoscritto si è reso contro di essere stato troppo duro. C’è bisogno di costruire, non di distruggere, e allora ecco un nuovo aneddoto, questa volta positivo. Ancora una volta, niente nomi. L’autrice non ha più di 12 anni e buttarla così, in pasto alla Rete, non sarebbe decisamente il caso. Ha creato un personaggio, una ragazzina che all’occorrenza si trasforma in una detective, disegna in maniera semplice ma “di carattere”, e il suo stile è già riconoscibile, probabilmente senza che lei ci abbia mai pensato. Le sue avventure sono raccolte in un quaderno ad anelli di quelli che si usano a scuola e cerca di disegnare una pagina al giorno; ogni pagina finisce con della suspance e l’autrice, nella sua classe, è già un piccolo idolo. C’è dell’ingenuità nelle storie e nella sequenzialità delle vignette, com’è giusto che sia a quell’età, ma alcune inquadrature e certe rotture della quarta parete sono indizi di quello che definirei, senza esitazioni, come talento. Tra l’altro le vignette non sono delimitate da un riquadro e i personaggi corrono liberi nella pagina, seguendo un certo stile tutto moderno che, da ciò che ho potuto capire, ha assunto spontaneamente. Ho passato gli ultimi giorni di doposcuola -è lavorando lì che l’ho conosciuta- a sorridere e a sentirmi coinvolto da queste avventure.


È lo sguardo a metà tra il lusingato e il “mi starà prendendo in giro?” che ha fatto la prima volta che mi sono complimentato con lei per quelle creazioni, ad avermi dato da pensare. Ecco un’artista ancora innocente, mi sono detto. Ecco un’artista che fa ciò che fa ancora per il piacere della creazione, mi sono detto. Senza troppe riflessioni, senza troppi progetti. Come se quello con l'ideazione di nuovi casi da risolvere fosse una sorta di appuntamento fisso, questa volta non tra il personaggio e il lettore ma tra il personaggio e l’autore. C’è una naturalezza, in questa cosa, che sarebbe da mostrare a molti fumettisti ben più navigati. Lunga vita a questa ragazzina-detective, dunque: seguirò le sue avventure con grande piacere!

Shake Your Mind!








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