Parla, vignetta: "Lettere da Babbo Natale"

Una tavola da nove vignette piuttosto regolari, con tre file da tre. Vignette dal sapore antico, sia per lo stile dei disegni sia soprattutto per le care vecchie didascalie sotto ciascun riquadro, come accadeva nei primi fumetti –pensiamo ad esempio a “Il Corriere dei Piccoli”. Siamo forse in un graphic novel dall’aspetto retrò


No, siamo in un libro. Una raccolta di lettere, per la precisione, scritte tra il 1920 e il 1943 ai propri figli da un padre che si firma come Babbo Natale. Un gesto tenero, un tentativo di preservare la magia e l’incanto di quel periodo dell’anno in tempi difficili e di guerra. Lettere accompagnate, appunto, da varie illustrazioni, e tra le tante questa, che racconta nove momenti di un anno al Polo Nord, e che vede raffigurati lo stesso Babbo Natale, il suo aiutante Orso Bianco con i due nipotini e Ilbereth, un elfo appena assunto come assistente, nonché disegnatore di questa pagina. È lo stesso Ilbereth a raccontare a parole ciò che vediamo raffigurato: e allora, in breve, accenniamo di come tutto abbia inizio con Babbo Natale che tenta invano di svegliare l’aiutante dopo le feste, e di come uno dei due piccoli orsetti rimedi lanciandogli in faccia una spugna inzuppata nell’acqua gelida; e poi le avventure sotto la pioggia dei tre orsi, il laghetto nato da un insolito caldo estivo con al centro il palo del Polo Nord, i lavori per la suddivisione delle liste, l’allestimento del falò per festeggiare l’arrivo dell’inverno, l’abbondante nevicata con i relativi giochi in slitta assieme ai piccoli uomini-neve, Orso Bianco che decora un albero di Natale -in seguito, racconta Ilbereth, l’orso sarebbe caduto causando un incendio, combinando l’ennesimo pasticcio di una lunga serie- e infine una scena di fantasia in cui il disegnatore si immagina alla partenza per la consegna dei doni.


Un racconto per immagini di una quotidianità che non ti aspetti, ma che, anno dopo anno, fa prendere al lettore confidenza con un mondo sempre più definito. Disegni semplici eppure ricchi di bellezza, una bellezza delicata che al Natale si adatta piuttosto bene. Dimenticavamo un particolare: l’autore, reale, delle lettere è un certo J. R. R. Tolkien, esattamente quel Tolkien che avrebbe creato la Terra di Mezzo con i suoi Hobbit, i suoi anelli e le sue epiche battaglie. E allora non stupisca se, tra un guaio di Orso Bianco e un gioviale augurio di buone feste, in alcune lettere venga descritta una vera e propria guerra tra i terribili Goblin e gli abitanti del Polo Nord, con un Babbo Natale combattente e grande uccisore di nemici. Non è il caso della nostra illustrazione, però: questa si limita a strappare un sorriso.

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FONTE IMMAGINI: foto personali