Parla, vignetta: Pogo

Pogo” è una di quelle strisce a fumetti colte e raffinate, dove la gag facile lascia il posto al sorriso appena accennato e dove, spesso, si gioca con gli elementi stessi della nona arte: i risultati, solitamente, sono notevoli.


La vignetta in questione ne è un chiaro e lampante esempio. Ritroviamo lo stesso Pogo -l’opossum protagonista- assieme all’alligatore Albert, il cane da caccia Beauregard e, al guinzaglio, l’insetto (una vespa, forse?) Vespignano. Siamo nel bel mezzo di una delle situazioni più classiche, nelle quali un problema apparentemente semplice da risolvere diventa un intricato insieme di questioni sociali e politiche; i personaggi vestono allora i panni di oratori di prim’ordine, tentano di portare i compagni dalla propria parte, e le cose si fanno sempre più “metafisiche”. Non è un termine che usiamo a caso, perché dall’immagine è evidente come il balloon, tipica convenzione che racchiude le parole ma che gli attori del fumetto tendenzialmente non dovrebbero percepire, diventi qualcosa di materiale su cui scherzare e costruire trame. Vespignano, lì tranquillo nella nuvoletta, trascende il mondo fisico della vignetta, costringendoci tra l’altro a rivalutare quell’elemento da un nuovo punto di vista. Leggendo le parole, pur non essendo a conoscenza degli antefatti, possiamo capire cosa stia accadendo: l’insetto è diventato un “sostituto vocale”, l’autore Walt Kelly sta giocando su diversi piani di realtà contemporaneamente. Conoscendo le abitudini di Albert, poi, diventerebbe più comprensibile anche la battuta relativa al sigaro: Vespignano sta svolgendo al meglio il suo ruolo di sostituto, immedesimandosi nel nostro alligatore, effettivamente appassionato di sigari; eppure è evidente come, il realtà, lo stia chiedendo per sé.


Potremmo sottolineare anche lo sguardo allibito dell’opossum, l’unico a rendersi probabilmente conto della bizzarria della situazione, come a riportarci alla realtà, ad uno sguardo più attento. Ecco, le strisce di Pogo abituano in fretta a questi contesti, a questi sorrisi accennati. È raro trovare lavori a fumetti tanto delicati: del resto, qui, stiamo parlando di opere che si avvicinano decisamente alla poesia.

Shake Your Mind!





FONTE IMMAGINI: foto personali