Parla, vignetta: Spriiitz



Una forte catena, senza i singoli anelli che la compongono, non vale niente. Allo stesso modo un buon fumetto non può prescindere da nessuna delle sue vignette. La vignetta è un oggetto affascinante: caratterizzata dall’unione di linguaggi differenti, riceve significato dall’insieme che con le altre va a comporre ma, nello stesso tempo, vive di vita propria. Ogni vignetta contiene potenzialmente tutto il resto dell’opera. Ogni vignetta obbliga a immaginare altro, a entrare nel regno delle possibilità. Perciò è un canale comunicativo importantissimo.


È proprio a partire da simili considerazioni che nasce questa nuova rubrica, uno spazio in cui le singole vignette avranno voce in capitolo, ci consentiranno di parlare di altro, di divagare, di chiacchierare un po’: a volte analisi tecnica, a volte riflessione filosofica, altre volte ancora ponte per nuovi argomenti. E il sottoscritto si sente un po’ come il giovane barista di “Spriiitz” davanti ai suoi cocktail che, statene pur certi, presto vedremo sotto tutto un altro aspetto. È l’ingenua allegria di chi prova a percorrere nuove strade, di chi si sente tutto “gasato” da una nuova idea, senza per il momento contemplare i rischi e le difficoltà che una nuova strada porta con sé. È l’artista che guarda alle sue creazioni, ma non può nemmeno immaginare in quale scoppiettante universo quei tre all’apparenza innocui bicchieri lo porteranno. Benché troppo al centro della scena, per non intuire già qualcosa.


Abbiamo voluto iniziare con una nostra opera quasi come buon augurio. Nel nostro piccolo, siamo ufficialmente entrati nel mondo dei fumettisti, e la cosa ci piace. Che il senso di festa di quelle luci, che vediamo sullo sfondo, ci possano accompagnare a lungo. Sperando che, piano piano, illuminino anche questa rubrica.


Shake Your Mind!





FONTE IMMAGINI: foto personali