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Rimorchiare, ma con poesia

Titolo ad effetto eh? Solo perché anche la lettura che l’ha ispirato è ad effetto. In un altro mondo il fumetto di Moon e Bà sarebbe stato una specie di horror: gli acquerelli che l’hanno colorato, l’atmosfera surreale che avvolge il tutto, quel titolo che in libreria, in un pomeriggio come tanti altri, ha attirato chi sta scrivendo questo pezzo.

  “Come parlare alle ragazze alle feste” no, non è un horror. Anzi, fa sorridere. Perché nei due protagonisti -Enn timido e impacciato, Vic sicuro di sé e attraente- possiamo ritrovare ciascuno di noi, adolescente, alle prese con i primi amori e le prime conquiste. Non è un horror per noi, ma per i due protagonisti sicuramente sì. Per Enn all’inizio, perché di andare ad una festa proprio non gli va, tanto con le ragazze non riesce a parlare; per Vic alla fine, perché con le ragazze anche se piaci non è tutto rose e fiori, provare per credere.

  È che nelle poche pagine delle quali è composto il libro, ciascuno di noi rivive la propria giovinezza. La musica, l’alcool, l’altro sesso così misterioso; il fatto è che qui tutte queste cose vengono innalzate ad un livello nuovo, più alto. C’è della poesia nelle avventure di due ragazzi che si imbucano ad una festa in cerca di conquiste? Sì. C’è, ad esempio, nei ricordi che loro stessi avranno e che ognuno di noi ha delle proprie imprese. Diciamocelo: quanto è bello raccontare, col senno di poi, i propri sedici anni? Sotto questo punto di vista, “Come parlare alle ragazze alle feste” è un inno alla vita.

  Ed ecco perché chi sta scrivendo si è fermato in libreria, a leggere in piedi questo fumetto. E gratuitamente pure, cala un po’ il livello lirico ma occorre dirlo. Di questa storia esiste un racconto scritto -di Neil Gaiman- e da poco anche un film. Ma il fumetto, ancora una volta, riesce ad esaltare momenti semplici come nessun altro.


 Shake Your Mind!





FONTE IMMAGINI:

1) BadComics.it
2) AgenziaDire.it