Ritratti: Topolino

Perché cominciare questa nuova avventura proprio con Topolino che, oltretutto, al sottoscritto non sta neppure particolarmente simpatico? Semplice: Topolino è forse il più importante simbolo del fumetto occidentale.

 Chi non lo conosce? Addirittura mia nonna, che un fumetto non l’ha mai neppure toccato, sa chi sia. Merito soprattutto del  settimanale  che riprende il suo nome, prima lettura, credo, di moltissime persone. Va bene, Paperino è decisamente più simpatico, ma in caso di bisogno chi chiamereste? Dici Topolino, hai detto avventura. Lui vive di avventure e casi da risolvere, sono il suo pane quotidiano, e guai a pensare che vi si dedichi per guadagno personale: è il classico esempio di cittadino modello, il primo della classe che anche sbagliando se ne esce con stile. E pensare che ai tempi del primo corto animato che lo vide in scena – “Steamboat Willie”- nonché nelle prime vignette il buon Mickey Mouse era un vero e proprio monello sempre pronto a prendersi gioco di tutto e di tutti; è come se, con il passare del tempo, avesse imparato a incanalare tutta la sua esuberanza in una direzione positiva.

 E così ecco che diventa un popolare modello di comportamento. Piace ai bimbi che vorrebbero essere come lui, piace agli adulti perché risveglia in loro lo spirito intraprendente che evidentemente sonnecchiava da anni. Bisogna ammetterlo, però: arriva l’età in cui si capisce che sono proprio i tipi come il topo a renderci insoddisfatti. Insomma, non è che lui abbia colpe se è nato capace, ma è possibile che gli venga tutto così bene? La storica fidanzata Minnie stessa, a volte, non lo sopporta. È anche giusto che, di tanto in tanto, si finisca per provare simpatia verso i suoi storici nemici, i vari Gambadilegno e Macchia Nera.


 Topolino in ogni caso continuerà a risolvere misteri e a riuscire nella vita. E, sotto sotto, sarà sempre un po’ il nostro eroe.


Shake Your Mind!



FONTE IMMAGINI:

1) ThisIsAVintageWall.com
2) LaTanadelSollazzo.com