Rivoli e l'Esposizione Internazionale Umoristica

A cosa possiamo associare, immediatamente, Rivoli? Probabilmente all’arte contemporanea, grazie al museo inaugurato presso il suo Castello nel 1984. Lo stesso Vittorio Sgarbi, in un’intervista del 2016, sottolineò come la città potrebbe diventare un vero e proprio simbolo per questo tipo d’arte. Potremmo parlare anche delle sue chiese e dei suoi palazzi antichi, o dei panorami e delle opportunità che la collina morenica offre. Tutto vero, tutto giusto, ma oggi vogliamo raccontare della sua vocazione fumettistica.

 
Riguardo al fumetto, molti ricorderanno le mostre alla Casa del Conte Verde di qualche anno fa, oppure la recente esposizione di tavole alla Torre della Filanda, in occasione del Villaggio di Babbo Natale 2019/20. Iniziative per le quali occorre ringraziare l’associazione Amici del Fumetto, che ha sede proprio sul territorio rivolese e che qualche tempo fa realizzò addirittura una speciale avventura di Diabolik e Eva Kant ambientata proprio presso il Castello. Forse, però, pochi ricorderanno che sempre presso il Castello, più di un secolo fa, venne organizzato un evento di caratura internazionale.


È del 1911, infatti, “Frigidarium”, la prima Esposizione Internazionale Umoristica voluta dall’allora sindaco Eligio Peyrot, probabilmente anche in seguito al successo che cinque anni prima conquistò l’Esposizione Floreale Orto Agricola Industriale di Previdenza Didattica e d’Arte Sacra, entrambe ospitate al solito Castello. Siamo nel pieno dei festeggiamenti per i 50 anni dell’Unità d’Italia, e la satira politica è una grande protagonista, espressa sui giornali dell’epoca soprattutto attraverso vignette contenenti caratteristiche che, di lì a poco, avrebbero sviluppato il fumetto. Caricature, disegni accompagnati da parole, dipinti: gli ospiti sono piuttosto famosi, e tra gli altri possiamo ricordare i collaboratori del giornale statunitense New York Herald, Adriana Fabbri Bisi che fu una delle prime vignettiste italiane, il torinese Eugenio Colmo detto “Golia” e Arturo Calleri detto “Caronte”, nato proprio a Rivoli e direttore della rivista satirica Il Fischietto.



Fu un evento importante per i rivolesi, che si scoprirono abitanti di una città ricca di fascino e dall’alto potenziale culturale. La cartolina ufficiale, pungente e geniale, dovrebbe spingerci a riflettere su quanto Rivoli oggi avrebbe bisogno di qualche iniziativa ambiziosa e fuori dagli schemi, che abbia a che fare con l’arte contemporanea, sicuramente, ma -perché no?- anche con il fumetto.

Shake Your Mind!










FONTE TESTI: "Rivoli... era così. Immagini e ricordi della città alle porte di Torino", B. Bertolo F. Miletto, Susalibri.