(S)trip! Viaggio nel mondo delle strisce a fumetti: Buni

Ryan Pagelow non ha bisogno di nuvolette per raccontare le storie del mondo che ha creato. Quest’uomo, che vive con moglie e figli a Chicago e che quando non disegna fa il fotografo, ha creato una striscia senza parole (escludendo le onomatopee per indicare i suoni e le scritte delle insegne), in cui i personaggi si esprimono come in una pantomima, con il linguaggio del corpo, i gesti e gli atteggiamenti. In verità qualche balloon c’è, ma contiene immagini, e se pensate che la parola “pantomima” venga da noi usata solo per fare bella figura, beh, siete fuori strada, perché la tira in ballo l’autore stesso. Il quale, tra l’altro, aggiunge di essersi accorto di aver creato quasi per caso una prima striscia senza parole e di aver deciso di proseguire in tale modo solo a quel punto.

 
Il risultato è Buni (si pronuncia come la parola bunny ma con una enne in meno), una striscia dall’umorismo irriverente, “dark”. Siamo in un mondo surreale popolato da orsacchiotti di peluche (“Don’t ask me why. It just kind happened that way”, ci dice il simpatico Ryan sul suo sito) e nel quale cibi e oggetti, spesso, sono animati e si comportano con cinismo – descrivendo la nostra realtà in maniera molto creativa, occorre aggiungere. Il protagonista è Buni, un coniglio bianco e nero, inguaribile ottimista nonostante gli schiaffoni che la vita gli affibbia in continuazione. Buni ama la bella BuniGirl, che palesemente non contraccambia e che tra l’altro è felicemente fidanzata.


 Buni ha anche un padre, BuniDad, simile a lui nell’ aspetto a parte lo sguardo da duro e la barbetta incolta; ha un carattere pessimo ed è un fumatore incallito. Buni ha pure un cane in sedia a rotelle, Dogi, ispirato a quanto pare ad un cane in cui l’autore si è veramente imbattuto. Sono idee che frullavano nella testa di Ryan già da tempo, ma prendono vita solo nel 2010, online. Da lì, pubblicazioni su siti Internet e su giornali– da ricordare almeno Mad Magazine, rivista umoristica statunitense piuttosto importante- e molti fan sui social network come Twitter e Facebook, nonché un posto tra i dieci finalisti del Comic Strip Superstar contest promosso da Universal Press Syndicate e Amazon.com. E scusate se è poco.

Al centro c’è ovviamente la filosofia di vita del buon Buni, testimoniata dalla prima raccolta delle sue strip, uscita nel 2018 e intitolata Happiness Is a State of Mind. La realtà, che a lui appare così simpatica e carina, è terribile. Però in qualche modo occorre sopravvivere, e allora tanto vale trascorrere l'esistenza con positività. In Italia queste strisce vengono pubblicate da Internazionale, settimanale che propone articoli tradotti dalla stampa di tutto il mondo e che ospita una pagina dedicata a questo tipo di fumetti.

Shake Your Mind!








FONTE IMMAGINI:

1) foto personali (copertina)
2) Pagina Facebook "Buni"