(S)trip! Viaggio nel mondo delle strisce a fumetti: Calvin and Hobbes

Calvin è un bambino di sei anni piuttosto sveglio, con un testone biondo e pieno di fantasia; Hobbes è una tigre di pezza che, quando la vignetta assume il punto di vista del buon Calvin, prende vita e diventa il suo compagno di giochi (è stata attirata la prima volta da un panino al tonno). I nomi di questi due protagonisti omaggiano rispettivamente il teologo fondatore del Calvinismo e il filosofo della celebre frase “homo homini lupus”. Oltre a loro, gli altri personaggi si possono contare sulla punta delle dita, e sono tutti ben caratterizzati: abbiamo la maestra, il bullo della classe, la ragazzina che Calvin detesta ma per la quale in fondo ha una cotta (Susie), la tosta baby-sitter, il papà e la mamma di Calvin che cercano di tenere testa al figlio l’uno con il sarcasmo e l’altra con le regole. È una striscia piuttosto spensierata, e verrebbe da pensare ad un autore gioviale e sempre pronto a raccontare qualche aneddoto curioso. Invece no. Abbiamo a che fare con il cosiddetto “Salinger del fumetto”.

William Boyd Watterson II, per gli amici Bill, odia la vita pubblica. In un articolo su Fumettologica.it, Andrea Fiamma ci fa sapere come nemmeno gli abitanti di Cleveland Hights, città dell’Ohio in cui teoricamente dovrebbe risiedere, siano disposti a regalare qualche informazione. Nello stesso articolo, viene notato il fatto che le vignette sembrino pronte ad essere animate, caratterizzate come sono da una vivacità spettacolare. Sembra che ci abbia provato la Disney stessa, anni fa, a strappare l’autorizzazione per la realizzazione di un cartone animato. Niente. Di Calvin and Hobbes, a parte le raccolte delle strisce, non troverete nessun merchandising ufficiale. Solo prodotti contraffatti – e spesso contraffatti male, avrete forse notato un certo marchio di abbigliamento con un tipetto che urina su cose varie e guardandoci con aria dispettosa… Sono azioni che spesso partono dagli stessi fan, a testimonianza del grande amore che l’opera di Watterson porta ancora oggi con sé.


Qualcuno crede che il nostro Bill non abbia retto l’improvvisa fama, altri preferiscono sottolinearne la coerenza nei confronti del suo più forte ideale, e cioè che arte e commercio non abbiano nulla in comune. Da qui, le polemiche con le Syndicates, colpevoli di limitare la creatività degli autori rispondendo esclusivamente ad una logica di guadagno. Ed ecco che, adesso, siamo in grado di capire meglio alcune cose. Calvin possiede il dono innato di cacciarsi sempre nei guai. Si immagina astronauta (il celebre Spiff), esploratore, supereroe, dinosauro. Poi torna alla realtà, quella degli adulti, e la vignetta ci mostra che ha fatto qualche danno, ha rovesciato qualcosa, ha spaccato qualcos’altro. Calvin, molto semplicemente, vive la realtà da un punto di vista diverso, più creativo. Come il suo autore, forse? 

Calvin and Hobbes è durato appena dieci anni, dal 18 novembre 1985 al 31 dicembre 1995, con in mezzo anche un paio di pause, tra il ’91 e il ’92 e nel ’94. Poi, Watterson ha scelto di godersi la vita. In Italia questa strip è stata pubblicata sul solito Linus e dal marchio Comix, sia sulla sua rivista che su alcuni diari scolastici. 

Shake Your Mind!










FONTE IMMAGINI:

1) foto personali (copertina)
2) ilpost.it