(S)trip! Viaggio nel mondo delle strisce a fumetti: Dick Tracy


Nel 1995 Dick Tracy di Chester Gould entra a far parte delle venti strisce comprese nella serie di francobolli commemorativi statunitensi Comic Strip Classics: proviamo a spiegare questo successo in tre punti. Del terzo, ovvero lo stile inconfondibile, diremo dopo. I primi due, invece, sembrano negarsi a vicenda. Perché se da una parte abbiamo un poliziotto vestito di giallo, dalla mascella squadrata, il naso adunco e una faccia da attore, simbolo dell’americano vincente e faro che illumina le capacità delle forze dell’ordine –Dick Tracy appunto- dall’altra ci sono gli antagonisti che il protagonista combatte instancabilmente, gangster malvagi e per questo anche fisicamente mostruosi (come le teorie lombrosiane insegnano) che vengono irrisi senza pietà ma che esercitano sui lettori fascino e pure un po’ di simpatia. 


Per capire, ecco un esempio. In seguito all’annegamento di Flattop Jones, sicario assunto per eliminare il nostro Dick, l’autore iniziò a ricevere in gran quantità telegrammi di persone che chiedevano di poterne onorare la morte a proprie spese e venne organizzata una vera veglia funebre. Uomini dalla testa piatta, tizi tremolanti e figuri rugosi, con soprannomi che rimandano ai loro difetti fisici e un destino inesorabile, venire sconfitti dall’eroe: eppure, hanno una vitalità a cui i buoni non riescono ad avvicinarsi nemmeno per sbaglio.


Si parlava di stile, prima. Grottesco, esagerato, racconta la malavita delle metropoli in modo tanto originale ed efficace da riuscire a deliziare perfino un certo Federico Fellini. Rivoluzionò il racconto poliziesco a fumetti e non, ispirando film come quello del 1990 che vinse tre Oscar e che ebbe tra gli interpreti Al Pacino e Madonna. Introdusse gadget memorabili come la radio a doppia frequenza, simile a un orologio da polso. E pensare che questa striscia, avviata sul Chicago Tribune il 12 ottobre 1931, arrivò dopo una sessantina di proposte bocciate. Ma il buon Chester, originario dell’Oklahoma, fu caparbio e non si arrese – per fortuna, dobbiamo aggiungere.


Nel corso degli anni il coraggioso poliziotto rischia la vita e lascia i lettori col fiato sospeso innumerevoli volte, sposa la storica fidanzata Tess, ha una bambina e adotta un ragazzo, si ritrova addirittura nello spazio. Dal 1965 inizia a farsi conoscere anche in Italia, venendo pubblicato sui supplementi di Linus e su molte altre riviste. Nel 1977 Gould si ritira, ma la strip continua a sopravvivere tra alti e bassi. Nel 2011, la svolta: salgono al comando Joe Staton e Mike Curtis, e appena due anni dopo vincono un prestigioso Harvey Award nella categoria miglior striscia sindacata. Una seconda giovinezza, per l’amato Dick Tracy.

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FONTE IMMAGINI:

1) foto personali
2) HeritageComics.com