(S)trip! Viaggio nel mondo delle strisce a fumetti: Mafalda

Il 23 ottobre 2009, sulle pagine di la Repubblica, si unisce alle polemiche contro alcune frasi sessiste dell’allora premier Silvio Berlusconi una nanetta dal nasino tondo e dai capelli neri, ricci e ingovernabili, che con espressione imbronciata esclama “non sono una donna a sua disposizione!”. Si tratta di Mafalda, bambina di sei anni ideata da Joaquìn Salvador Lavado Tejòn, in arte Quino. Anzi, Mafalda la contestataria.

Mafalda la contestataria è proprio il titolo della prima raccolta italiana delle sue strisce, pubblicata nel 1969. Nella prefazione, Umberto Eco la definisce un’eroina del nostro tempo. Mafalda si indigna per come va il mondo, vorrebbe pace e benessere per tutti e odia la minestra, simbolo di ciò che viene imposto senza se e senza ma; spiazza con le sue domande genitori e amici, persone semplici che vorrebbero vivere una vita tranquilla e che invece sono costrette a riflettere sulla realtà. E spiazza e fa riflettere pure noi. È proprio questa la differenza principale rispetto ai Peanuts di Schulz: i bambini di Quino si rapportano con il mondo esterno (prima di tutto, con l’Argentina del loro autore) ascoltando e leggendo le notizie alla radio, alla televisione e sui giornali e interpretandole a modo loro – Mafalda si prende cura di un mappamondo che tratta come se fosse malato.


La massima semplicità per la massima espressività”, scrive Luca Raffaelli nell’introduzione al volume di I classici del fumetto di Repubblica, del 2003. E chissà cosa direbbe, la nostra protagonista, sapendo delle sue origini: avrebbe infatti dovuto fare parte di una striscia pubblicitaria per una linea di elettrodomestici. Il progetto non andò in porto, e così Mafalda esordì il 29 settembre 1964 sul settimanale Primera Plana, per poi sbarcare l’anno successivo sul quotidiano El Mundo e iniziare la sua carriera internazionale. La strip chiude il sipario il 25 giugno 1973, con un Quino decisamente stanco; tornò al suo primo amore, la tavola umoristica, probabilmente più facile da gestire.

 Pensate forse che la contestatrice non abbia più fatto parlare di sé? Del 2009 abbiamo già scritto, mentre nel 1976 è protagonista di alcuni disegni per l’Unicef e nel 1988 fa capolino in un manifesto per la Giornata Universale dei Diritti Umani. E poi cortometraggi vari e un lungometraggio animati, senza contare la grande popolarità che ancora oggi ha sulle bacheche di Facebook. È infine possibile trovarla seduta su una panchina, in una piazza di Buenos Aires, grazie ad una simpatica scultura a lei dedicata.

Shake Your Mind!










FONTE IMMAGINI:

1) foto personali (copertina)
2) cinquecosebelle.it