Scoprendo il nuovo "Linus"

Anno nuovo vita nuova, come si dice, e il 2019 vedrà il primo anniversario del nuovo “Linus”. Linus è un personaggio dei “Peanuts”, la striscia a fumetti del cane Snoopy: il ragazzino con l’inseparabile coperta, per intenderci. Ma “Linus” è anche una rivista, di fumetti e cultura, nata nel 1965 e ancora oggi attiva, cosa piuttosto stupefacente se si considera la fine che la maggior parte delle altre riviste di settore -e un tempo erano veramente molte- hanno fatto.


A dirla tutta, anche questa rivista i suoi momenti cupi li ha passati. Di recente, pareva uno di quei pesci fuori dall’acqua che sembrano non aver più niente da dire se non alla ristretta cricca degli affezionati storici. Che ce ne facciamo, insomma, di una rivista di satira politica, scritti e fumetti cervellotici e oseremmo dire un po’ autoreferenziali, nel XXI Secolo? Se lo deve essere chiesta “Linus” stessa, se è vero che nel maggio del 2018 accade qualcosa di rivoluzionario. Un cambio di direttore. Sale in cattedra il fumettista Igort che dà alla rivista un’impronta nuova, ritornando a suo dire allo spirito delle origini, a quella curiosità quasi ingenua che fa vedere il mondo con gli occhi di un bambino –ricordiamoci da dove arriva il nome “Linus”.


Le critiche non mancano, ma in compenso ecco un nuovo lettore, il sottoscritto, il quale non riesce più a fare a meno di accaparrarsi l’uscita mensile, attendendo con trepidazione e ansia ogni nuovo numero: magra consolazione, direte voi, ma un nuovo lettore è pur sempre un nuovo lettore. Spulciando i social network, a quanto pare, il sottoscritto è stato imitato da altra gente piuttosto entusiasta, segno che rilanciarsi con un nuovo linguaggio e nuovi obiettivi non è decisamente una cattiva idea. Ma, in buona sostanza, di cosa parla oggi “Linus”? Per quale ragione occorrerebbe che ognuno di noi ne avesse una copia sul comodino?


È che “Linus” parla di idee. Fumetti, illustrazioni, recensioni, racconti, brevi saggi: è stata abbandonata la politica in favore dell’Arte con la “A” maiuscola. “Linus” parla a chiunque si senta un artista, no, a chiunque anche soltanto una volta nella vita abbia sognato di essere artista. E alimenta i sogni, crea terreno fertile per la creatività. Si rispolvera il fascino degli autori del passato e si guarda al futuro, non dimenticandosi di dove abbiamo i piedi ben piantati, qui nel presente. Finisco di leggere il nuovo numero e mi rendo conto di essermi ritagliato un piccolo spazio per fantasticare: cosa non facile ma indispensabile, oggi.

Shake Your Mind!







FONTE IMMAGINI: foto personali (per l'immagine di copertina), pagina Facebook “Linus”