SuperBimbo (parte 2)



Contemplava la distesa infinita di ombrelloni colorati, e intanto si chiedeva perché mai avesse passato le ultime cinque ore in un’auto rovente per andare lì, tra gli scogli, con la brezza marina che in verità sembrava divertirsi a stropicciargli i fogli e gli spruzzi delle onde. L’euforia della sera precedente, dopo pochi chilometri d’autostrada, era totalmente sfumata e al ragazzo, tra l’altro, iniziò a formicolare una gamba.


Fece per alzarsi, quando una vocina acuta ormai familiare lo bloccò. “Fammi indovinare: stai già per arrenderti. Troppe difficoltà, troppa fatica – e per cosa poi? Per niente”.
“Non ricordavo di averti dato il potere di leggere nella mente”.
“Infatti. Ma ti si legge in faccia. Non devi farlo per onorare la nobile Nona Arte, fallo per questa storia. Racconterai comunque una storia, no?”.


Il ragazzo non rispose subito. Guardò un paio di bikini che sfilavano sulla spiaggia, poi sospirò. Si era portato dietro lo scarabocchio della sera prima, quello che adesso quasi seccato attendeva una replica, appoggiato al bordo del foglio. Super Bimbo, la sua creatura, l’ironico supereroe che sconfiggeva nemici buffi e improbabili con un colpo di ciuffo. E che era ritornato con prepotenza nella sua vita, dopo anni.


“Comunque ho un’idea. Mi sembra sempre più stupida ogni minuta che passa, ma già che siamo qui…”
“Spara!”
“Tu sei un bimbo, giusto?”
“Vai al dunque”
“Sei un bimbo. I bimbi vanno a scuola”
“Sei un genio”
“Che risate. Brutti Voti Volanti. BVV. Frutto del progetto di un preside un po’ matto. Vai male a scuola? Il Brutto Voto Volante ti insegue e ti perseguita. Tutti gli studenti del mondo inizieranno a impegnarsi”
“Un po’ di satira sociale. Il troppo peso dato alle valutazioni numeriche. Mi stuzzica, lo sai?” .


Il ragazzo sorrise, compiaciuto. Un improvviso profumino di pesce fritto gli solleticò il naso e lo stomaco, in automatico, iniziò a brontolare. La mente vagava, scene di interviste si alternavano a sessioni di firma copie, giovani fumettisti che affermavano di ispirarsi a lui e artisti famosi che gli stringevano la mano con ammirazione. Tornò alla realtà quando un bimbetto, correndo, lo inondò di sabbia. Scribacchiò alcune annotazioni, rilesse e cancellò qualche parola, mentre il sole iniziava ad arrostirgli le braccia e un gabbiano sbandando quasi lo centrò in pieno.


“Ci inventiamo qualche mossa imbarazzante da fare col tuo ciuffo?”
“E’ vero, ti ricordi? Ciuffo Spaccatutto, Ciuffo della Giustizia,… Cosa fumavamo, all’epoca?”
“Ecco, lo ammetti. Col tempo le intuizioni sembrano meno furbe”
“Mettiamola così: non perdi nulla, potresti guadagnare molto, in ogni caso avrai fatto qualcosa. Qualche parola, qualche disegno, tutto lì”.
“Entro stasera butto fuori la prima striscia. Un buon inizio è essenziale!”
“Così ti voglio! Ora vatti a godere qualche bel didietro”.


Il ragazzo stavolta si alzò veramente, soddisfatto. Lo aspettavano un bel tuffo e del buon pesce fritto. La sensazione di avere qualcosa tra le mani, un progetto in cui immergersi, lo faceva stare bene.
CONTINUA


Shake Your Mind!