Tra un gulp e un goal


Il primo pensiero che viene in mente, visitando la mostra “Gulp! Goal! Ciak. Calcio e fumetti” allo Juventus Museum, è che forse sarebbe servito uno spazio espositivo un po’ più grande, per riuscire a raccontare al meglio il rapporto tra calcio e fumetti. E invece, percorrendo quel labirinto -bianco e nero, ovviamente- e ammirando oggetti e tavole e leggendo le varie descrizioni, ci si deve ricredere.


Si perde la nozione di tempo, lì in mezzo. Per un amante della nona arte poter ammirare alcune pagine originali non ha prezzo, e confesso di aver provato dei brividi d’emozione. La mostra, a differenza di quanto si potrebbe credere, non è incentrata sulla juventinità, e questo consente a chiunque di apprezzare le storie raccontate, indifferentemente dalla propria fede calcistica. È un elemento importante, che prova a fare di questo museo uno spazio culturale che va oltre, dialogando con altre realtà -non dimentichiamoci di come questa esposizione sia collegata ad un’altra, alla Mole Antonelliana, dedicata al rapporto tra vignette e cinema- e parlando di calcio in generale, cercando di dimostrare come il football non sia solo ventidue tizi che corrono dietro ad un pallone. Sotto questo punto di vista, le illustrazioni di Mordillo qui esposte sono fondamentali, perché restituiscono tenerezza e poesia, come solo l’autore argentino sa fare.


Le copertine di “Topolino” dedicate alle principali squadre di Serie A strappano più di un sorriso, parlano di un calcio ingenuo nel senso positivo del termine, entusiastico e privo di quegli attriti che no, non sono belli. Ci sono poi grandi tavole che raffigurano grandi eroi calcistici, sia fittizi sia reali, che incutono rispetto: mi colpisce l’enorme figura di Pelè, il buon Capitan Tsubasa (“Holly e Benji” in Italia) con tanto di classico pallone deformato dalla potenza dei suoi tiri. Ma il calcio è anche ironia, e allora ecco apparire sulla scena Andy Capp e Snoopy e i soldati di Bonvi, protagonisti di famose strisce, che sono abituato a vedere piccole piccole e che invece qui mi accolgono belle grandi, e questo mi consente di ammirarne il tratto, stupito. Non poteva mancare, in conclusione, una tavola dedicata a Jay, la mascotte bianconera: e qui torna il tifoso, perché mi riscalda il cuore.

Shake Your Mind!








FONTE IMMAGINI: foto personali