Un fumetto turistico per Rivoli

La scorsa settimana abbiamo parlato di un personaggio che, per Rivoli, potrebbe quasi essere una mascotte (qui). Rivoletto, insomma, rappresenta un personaggio piuttosto interessante: simpatico, evocativo al punto giusto, originale. 


La mascotte si rivela spesso una strategia comunicativa efficace. Consente di “umanizzare” idee e valori che, al posto di essere descritti in maniera difficile e astratta, si consolidano in un personaggio che dialoga con lo spettatore, fa cose e prova emozioni. Il nostro menestrello può ben rappresentare Rivoli e diventare un buon biglietto da visita per gli stessi cittadini e i turisti. E se il fumetto avesse un ruolo importante?


La vignetta, negli anni, è stata spesso utilizzata a fini pubblicitari. L’unione tra immagine e scritta, che oggi ritroviamo ad esempio sui social network, è sempre stata fortemente comunicativa: da una parte abbiamo l’immediatezza del messaggio, reso comprensibile dal disegno che in questi casi è sempre chiaro; dall’altra, la possibilità di andare a fondo e riflettere grazie ai dettagli o alle parole.


Non stiamo parlando di personaggi già affermati trasformati per l’occasioni in testimonial d’onore, come accade ai vari Topolino, Paperino, Lupo Alberto. Stiamo facendo riferimento a figure create ad hoc che da semplici simboli diventano protagonisti di storie, seppur pubblicitarie. Pensiamo alla Motta con le sue “Avventure di Toro Farcito” o ai personaggi delle strisce verticali di Soglow, per sponsorizzare la Pepsi Cola. Con il passare degli anni, come rileva un articolo di Fumettologicamente, assistiamo ad una crisi anche in questo settore: i lavori risultano meno curati e complessi. Eppure, ad esempio, le merendine animate della Mulino Bianco riescono ancora a catapultarci in un mondo magico in grado di raccontare storie interessanti.





Abbiamo trovato la parola-chiave: storie. Dietro ad una mascotte c’è sempre un racconto. E un fumetto è in grado di sciogliere la matassa di queste trame, invitando il lettore ad andare oltre, a fantasticare. Lavorando di fantasia, già che siamo in tema, non è forse invitante immaginare un Rivoletto protagonista di qualche striscia accanto ai più bei luoghi rivolesi? Parlerebbe a turisti e cittadini, mostrando che dietro ad un edificio, dietro ad una statua c’è molto di più. Sarebbe un modo originale di valorizzare cultura e si rivolgerebbe ai bambini rendendola più invitante ma anche agli adulti, affinché possano tornare a meravigliarsi.

Shake Your Mind!




FONTE IMMAGINI: immagini personali