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Cuore di tenebra, il male oscuro della società

Cuore di Tenebra, Heart of Darkness, è un romanzo breve del celebre scrittore Joseph Conrad. Considerato uno tra i capolavori più importanti della letteratura del XX secolo, la trama prende ispirazione dal viaggio sul fiume Congo dello scrittore, che rivisita scene e personaggi in chiave simbolica e allusiva per affrontare un discorso più generale sulla condizione del genere umano.

Londra, ultimo tratto del fiume Tamigi. Attraccato ad un molo un battello con a bordo cinque membri dell'equipaggio è in attesa di partire. Durante quell’intervallo di tempo, all’imbrunire del cielo, un vecchio marinaio di nome Marlow inizia a raccontare di un viaggio fatto in Africa nera molti anni prima, rievocando avventure e sensazioni provate con dei flashback che trasportano il lettore nella storia della storia senza che se ne renda conto.

Affascinato fin da ragazzo da quel continente così misterioso e ancora poco conosciuto, trova lavoro per una Compagnia interessati agli affari legati alla razzia di avorio, materiale molto ricercato in Europa a fine Ottocento. La base della Compagnia, sulle sponde del fiume Congo, è rudimentale e inospitale. Gli uomini che la gestiscono sono tutti ammaliati e, in qualche modo invidiosi, di un certo Kurtz che sembra essere il solo ed unico capace di procurarsi grosse quantità di avorio. La leggendaria bravura legata al suo nome è però avvolta da un’aurea di mistero, poiché sono ormai molti anni che nessuno lo vede più.

Marlow, incuriosito da questo personaggio enigmatico e desideroso di conoscerlo, lascia la sede per raggiungere il cuore più profondo e tenebroso della foresta dove ha sede la base di Kurtz, raggiungibile solo tramite le vie più insidiose del fiume. La ciurma, pronta all’avventura, è composta da altri coloni e da un gruppo di indigeni cannibali pagati con un sottile e non molto lungo filo d’ottone. Durante la faticosa risalita del fiume Marlow ha la sensazione di viaggiare indietro nel tempo, ripercorrendo epoche selvagge e primordiali. Arrivati a destinazione Marlow si trova immerso in un’atmosfera tenebrosa, deve far fronte ad un luogo macchiato di fatti atroci, crudeli, indicibili. Kurtz per la sua determinazione senza scrupoli, per la sua ferocia e pugno di ferro nel dettare legge viene visto quasi come una divinità dagli indigenti del posto, che lo proteggono e si dimostrano assai ostili nei confronti dei visitatori.
Ormai gravemente malato e in preda ad una malsana follia Kurtz viene portato via dal marinaio, speranzoso di poterlo salvare in qualche modo. Il viaggio di ritorno gli è però fatale, ma prima di abbandonarsi completamente al suo destino pronuncia le parole «L’Orrore! L’Orrore!» e consegna a Marlow un pacco con delle lettere ed una foto di donna  da consegnare alla sua consorte in Inghilterra. Concluso il viaggio in Africa Marlow rintraccia la donna. Nel consegnarle il pacco nota come la fidanzata abbia nei confronti di Kurtz lo stesso sentimento di ammirazione e rispetto già riscontrato negli indigeni; per non rovinarle questo ideale di perfezione Marlow decide di mentire e di raccontarle che le ultime parole pronunciate dall’amato sono state per lei.

La scrittura di Conrad permette una lettura scorrevole e veloce, con una facilità tale da consentirne la comprensione anche il lingua originale.
L’autore sceglie un modo particolare di descrivere scene e attori, accostandosi quasi alla tecnica dei pittori impressionisti che esaltano solo certi elementi del paesaggio che osservano da imprimere sulla tela. Tutta la scrittura è avvolta da un’aria di nebbia, di sfocatura che immerge il racconto in una dimensione quasi onirica.

Le “tenebre” non sono solo parte del titolo, ma carattere rilevante di tutto lo scenario.
Gli avvenimenti vengono raccontati in modo veloce, non preciso, oscurati, per risaltare punti chiave particolari al fine della narrazione. I personaggi non sono quasi mai descritti fisicamente, ma viene esaltata la parte caratteriale che più colpisce Marlow, voce che narra in prima persona l’intero romanzo.
Inoltre si può notare un continuo contrasto tra luce ed ombre, tra momenti di chiarimento e attimi di confusione.
I coloni, in continua lotta fra di loro per impossessarsi dell’avorio, sono gli elementi chiari, punti netti che fermano l’attenzione sull’importanza della ricchezza e della bramosia. In opposizione gli indigeni e la foresta cupa, tetra, nera, che con le sue ombre nasconde le atrocità dell’eccessiva e spregiudicata ricerca di potere.



La bravura dell’autore risiede quindi nella capacità di trattare argomenti profondi e complessi con una facilità per nulla scontata.
Dopo una prima lettura è possibile decifrare diverse chiavi di lettura, ciascuna delle quale affronta un tema importante per l’epoca.
Prima fra tutte la critica al colonialismo del continente africano da parte dell’Europa intera. Conrad, tra le righe, non accusa solo il Belgio come colonizzatore diretto del Congo, ma anche Inghilterra, Francia, Germania, Russia, ovvero le diverse nazioni di provenienza dell’equipaggio della spedizione.

In secondo luogo si trova la volontà di decifrare il significato del “male” più profondo, della darkness del romanzo. Sebbene i colonizzatori siano convinti che il cuore di tenebra coincida con il cuore dell’Africa nera, in realtà la vera radice del male è Londra stessa, città dalla quale parte e nella quale si conclude l’avventura di Marlow, un viaggio circolare. La città inglese non accetta questa verità e tende a scaricare la responsabilità sulle altre culture, mascherandosi da “paladina della giustizia” e portatrice di cultura e progresso che però finiscono con il distrugge i valori e le tradizioni delle culture originarie.
Il vero male è però la sete di potere economico-politico,  tenebra che si impossessa e si impersonifica in Kurtz, personaggio chiave del racconto.

Una lettura più profonda viene fatta sulla natura dell’uomo. Ritorna in aiuto la figura di Kurtz: presentato inizialmente come uomo intelligente e valoroso, in realtà si rivela per la natura meschina tipica del genere umano, cadendo in tentazione del potere che esercita sugli indigeni che lo acclamano con la gloria di un dio. Il vero cuore di tenebra è, in questo caso, la sensazione del piacere di onnipotenza che si spinge ai confini del limite a tal punto da generare orrore nello stesso Kurtz, da qui una possibile spiegazione della frase da lui pronunciata in punto di morte.
Conrad si serve di questo personaggio emblematico a dimostrazione del mutamento di valori e di comportamento dell’uomo moderno quando si trova lontano dalle regole e convenzioni della società. Quando il buon costume viene meno, si perde la condizione di “soffocamento” dei desideri oscuri di potere e onnipotenza che vengono a galla, sogni nascosti della cultura occidentale.

PS: Cuore di tenebra  ha ispirato il film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, ambientato però in Vietnam al tempo della guerra.


Fonte Foto: www.cinefocus.it