Immagine Header

Einmal ist keinmal. L'insostenibile leggerezza dell'essere (pt. 1)

Einmal ist keinmal. Una volta e nessuna volta.
Einmal ist keinmal. Ciò che accade una volta è come se non fosse mai accaduto.

Può sembrare un insolito proverbio, difficile da capire o, forse per alcuni, di una semplicità banale. Eppure è il pilastro su cui si fonda tutto il pensiero del romanzo “L’insostenbile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera.

L’unicità della vita. Più volte nel libro questo proverbio tedesco viene ripetuto nella testa del protagonista, per sottolineare e dare un senso alle proprie scelte. Scelte che, nella vita di ogni essere umano, appaiono in fondo del tutto piccole e irrilevanti di fronte alla vita stessa.

Insostenibile leggerezza, sembra quasi un paradosso: leggerezza delle decisioni, che si prendono ogni minuto di ogni ora di ogni giorno della propria esistenza. Insostenibile la testardaggine che ci si mette nel voler a tutti i costi trovare una spiegazione, dare un significato a qualsiasi cosa accade.




Einmal ist keinmal. Se l’uomo può vivere una volta sola e come se non vivesse affatto.

È chiaro e scontato a tutti, si ha una sola vita a disposizione e volente o nolente dobbiamo vivere questa opportunità. Possiamo porci domande esistenziali, arrovellarci il cervello per trovare una risposta alle domande più folli o banali che ci vengono in mente, “Perché sono fatto così?”, “perché è capitato proprio a me?”, “E se avesse scelto quello al posto di quell'altro? Chissà ora dove sarei?”, ma alla fine continuiamo a vivere ogni giorno della vita anche senza darci una risposta e, soprattutto, vivremo una volta sola domande a parte.
Ogni giorno ci illudiamo di aver fatto esperienze che ci serviranno in futuro, ma la verità che Kundera ci vuole insegnare è che questa esperienza è totalmente inutile, o meglio, ogni volta ci si trova a fare un’esperienza nuova mai uguale a quella precedente. Nella più monotona routine si vive comunque tutto per la prima volta. Ci si può preparare ad affrontare gli avvenimenti della vita su un background di conoscenze del passato, ma tutto ciò che si è imparato si rivelerà inutile perché i fatti non saranno mai uguali a quelli precedenti.

La vita è esperienza di vita, la lezione si impara solo alla fine e quando ci accorgiamo di aver appreso qualcosa di nuovo, stiamo già vivendo una nuova esperienza, siamo immersi in un futuro che diventerà a breve un passato di cui ci dimenticheremo tutto e via di seguito. Ciclo eterno, eterno ritorno, fino alla fine dei giorni.

“Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla”.

Ecco in cosa consiste l'unicità della vita.
Impossibilità di riutilizzare ciò che si crede di aver imparato, perché nessuno è in grado di tornare indietro sui propri passi per rimediare ai propri errori e non commetterli in seguito. Questi sbagli sono, in fondo, le cause principali delle “crisi esistenziali”.

L’uomo si sente sempre inesperto nell'affrontare la vita stessa, di fronte al bivio del “non conosciuto”. Come si può sapere qual è la strada giusta tra due, se in entrambe ci imbattiamo per la prima volta? Come si può essere sicuri di star percorrendo il giusto sentiero se l’intera vita è fatta di prime volte? Questa è la domanda che Tomáš si ripete nel corso dell’intero romanzo, senza mai trovare risposta all’infuori del proverbio tedesco. Einmal ist keinmal. Le scelte, le deviazioni, le diversificazione che subisce la vita sono infinite. Bisognerebbe quindi vivere infinite vite per sapere quale è la strada migliore da scegliere ogni volta.
Solo dopo aver provato tutte le potenziali possibilità, l’uomo sarà in grado di ottenere un metro di giudizio per sapere se la scelta è stata giusta o no.
Situazione impossibile, inesistente. Ecco perché l’uomo che vive una volta sola è come se non vivesse affatto. Situazione paradossale, insostenibile. Insostenibile come la leggerezza dell’essere.

L’ uomo è leggero perché vive una volta sola e l’esistenza non ha quindi peso. Bisognerebbe vivere tante vite affinché l’esistenza acquisti consistenza. L’esistenza è insostenibilmente leggera.





Fonte immagini: Elisa Boscaino