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"Ho finito di scrivere e continuo", omaggio della Biblioteca civica di Rivoli ad Amelia Rosselli

In occasione della Giornata Internazionale della Poesia (1), che si festeggia con l’inizio della Primavera, la Biblioteca civica A. Merini della Città di Rivoli ha deciso di dedicare un incontro letterario in onore della poetessa Amelia Rosselli, che si è tenuto il 18 Marzo 2016 presso la sala letture della biblioteca stessa.

L’evento è particolarmente importante per la Biblioteca di Rivoli in quanto il nome stesso è stato scelto in onore di una poetessa, Alda Merini.

Perché si è deciso di rendere omaggio alla poesia attraverso Amelia Rosselli?
Come raccontano le stesse organizzatrici in primis perché a loro piace la sua poetica. In secondo luogo perché il 2016 è l’anno della ricorrenza del ventennale della morte della poetessa e terzo, ma non meno importante, Rosselli è una delle poche donne poetesse riconosciute in Italia negli anni 50-70, in un ambito poetico prevalentemente maschile.


Dopo una breve introduzione l’incontro si apre con una video-intervista della Rai del 1993, riadattato per l’occasione, nel quale la stessa Amelia Rosselli si presenta al pubblico.
Nata a Parigi nel 1930 ha cambiato spesso paese trasferendosi in Svizzera e negli Stati Uniti perché il padre, Carlo Rosselli, era perseguitato dai fascisti. Queste fughe continue le hanno permesso di imparare molto bene l’inglese e l’italiano, lingua che amava particolarmente e che la spinge alla scelta di vivere in Italia dal 1946. Molte sue opere inizialmente scritte in inglese e francese vengono successivamente tradotte anche in italiano.

La poetica

«Le parole ci ingannano» [cit.]

Le parole svolgono un ruolo rilevante nella poesia di Amelia Rosselli, hanno un peso importante.
La poetessa non scrive per gioco e neanche per lavoro, la poesia è la sua natura di essere.

Nella vita non riusciva ad essere una persona comune, si sentiva perennemente un esule nella quotidianità, viveva in un altrove che era difficile da capire e da conoscere. La poesia incarna la sua storia, rappresenta il suo essere nella scrittura. Durante la sua vita le chiesero perché non avesse intenzione di scrivere una biografia e lei in risposta affermò che tutte le poesie da lei scritte creavano la sua biografia.
All’età di 39 anni Rosselli iniziò a manifestare i primi sintomi del morbo di Parkinson, che la segnarono non solo a livello umano, ma anche a livello poetico. La malattia era sentita come estranea, ma al contempo radicalmente inserita al suo interno. Questo duplice aspetto si riflette nei versi manifestando violenza, astuzie e lotta.
La sua poesia è disordine, opposti che si alternano, bisogno di essere nel mondo.

Le letture
Grazie alla collaborazione di lettori volontari vengono presentate otto poesie, ritenute particolarmente significative per i temi ricorrenti della poetica della scrittrice.

L’esposizione si apre con “A Pier Paolo Pasolini”, omaggio a Pasolini suo scopritore.
A seguire “Ho lasciato in giro la gente”, dal quale è tratto uno dei versi che ha dato il titolo all’evento in Biblioteca «Ho finito di scrivere e continuo».

Si affronta il tema della musica, che ha un ruolo importante nella sua vita e nella poesia. Compositrice ed esecuzione, la ritmica  e la musicalità si ritrovano all’interno dei versi, nella metrica, nell’accostamento delle parole.

Altro argomento di particolare importanza è l’amore sofferto, raccontato attraverso tre poesie. Le prime due “Ossigeno” e “Vorrei donarti il mio sangue” sono rappresentative del filone dell’amore sfortunato perché i due amori della sua vita la abbandonano presto. La prima è dedicata al padre, ucciso a Parigi quando lei aveva solo sei anni, la seconda a Rocco Scotellaro che scompare nel 1963.
La terza poesia “Il tuo biondo cenere” racconta dell’amore tormentato, dell’insicurezza di essere corrisposti dall’amato, dal dubbio che ci assale e ci fa star male.

Ossigeno


Ossigeno nelle mie tende, sei tu, a
graffiare la mia porta d'entrata, a
guarire il mio misterioso non andare
non potere andare in alcun modo con
gli altri. Come fai? Mi sorvegli e
nel passo che ci congiunge v'è soprattutto
quintessenza di Dio; il suo farneticare
se non proprio amore qualcosa di più
grande: il tuo corpo la tua mente e
i tuoi muscoli tutti affaticati: da
un messaggio che restò lì nel vuoto
come se ad ombra non portasse messaggio
augurale l'inquilino che sono io: tua
figlia, in una foresta pietrificata.


Vorrei donarti il mio sangue


Vorrei donarti il mio sangue tutto
Ma esso corre in piccoli inestricabili
rivoletti, e non graffia la tua porta
d’entrata con abbastanza tenerezza
per tenerci a galla.
O forse sei qua ad accompagnarmi?
Ne ho perso le vie anch’io di questa tua
triste casa. Non vedo altro che luci
e tramonti che a me sembrano diabolici.
Hai rime intense per me, non posso
provvedere al caso che tramite questo
tuo essere re delle mie giornate.



Il tuo biondo cenere

Il tuo biondo cenere
mi riduce in ceneri
compari, scompari, poi
non sai nemmeno se
hai qualche interesse
a incoraggiarmi, nemmeno
fai cenno.
E io che ti ricordo
in ogni dettaglio, viventissimo
con significati grandi
o piccoli assieme, di
cui tu non sai niente!


A concludere la presentazione “Perdonatemi, perdonatemi, perdonatemi”. Quest’ultimo componimento si presenta quasi come un messaggio di addio, di scuse. Amelia Rosselli muore suicida nello stesso giorno di scomparsa del suo idolo Sylvia Plath, scrittrice e poetessa statunitense. Le scuse sono rivolte all’intera umanità, per non averla capito fino in fondo e per averla lasciata sospesa e rinchiusa nel labirinto senza uscita della sua menta e delle sue poesie.

Perdonatemi perdonatemi perdonatemi

Perdonatemi perdonatemi perdonatemi
vi amo, vi avrei amato, vi amo
ho per voi l'amore più sorpreso
più sorpreso che si possa immaginare.
Vi amo vi venero e vi riverisco
vi ricerco in tutte le pinete
vi ritrovo in ogni cantuccio
ed è vostra le vita che ho perso.
Perdendola vi ho compreso perdendola
vi ho sorpresi perdendola vi
ritrovo! L'altro lato della pineta
era così buio! solitario! rovinoso!
Essere come voi non è così facile;
sembra ma non lo è sembra
cosa tanto facile essere con voi ma
cosa tanto facile non è.
Vi amo vi amo vi amo
sono caduta nella rete del male
ho le mani sporcate d'inchiostro
per amarvi nel male.
Cristo non ebbe così facile disegno
nella mente tesa al disinganno
Cristo ebbe con sé la spada e la guaina
io non ebbi alcuna sorpresa.
Candore non v'è nei vostri occhi
benevolenza era tanto rara
scambiando pugni col mio maestro
ma v'avrei trovati.
Vi amo? Vi amerei? Tante cose
nel cielo e nel prato ricordano
amore che fugge, che scappa
dietro le case.
Dietro ogni facciata vedere quel
che mai avrei voluto sapere; dietro
ogni facciata vedere
quel che oggi non v'è.



(1) La Giornata Internazionale della Poesia è stata istituita nel 1999 dall'UNESCO e si festeggia il 21 Marzo, data dell'inizio della Primavera. Lo scopo della Giornata è quello di promuovere la lettura, la scrittura, l’editoria e l’insegnamento della poesia in tutto il mondo e dare un riconoscimento fresco e un nuovo impulso ai movimenti di poesia nazionali, regionali e internazionali.

Fonti Foto:
1) http://biblioteca.comune.rivoli.to.it/
2) http://poesia.blog.rainews.it/
3) Elisa Boscaino