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Il mondo del porno raccontato da Chuck Palahniuk

Di Alice Bertolini per Redazione Post Spritzum

“Gli unici che ci guardavano lo facevano attraverso la cinepresa, oppure girati da un’altra parte, su un monitor. Ci sentivano parlare attraverso i cavi delle cuffie. […]
Sono tuo figlio, ho detto a Cassie Wright. Il bambino che ha dato in adozione.
«Che ti dicevo?» ha detto il tizio con il succo d’arancia.
Sono venuto qui perché lei non rispondeva alle mie lettere.
«Oddio, no, ci risiamo…» ha detto il tizio con la cinepresa sulla spalla, la voce schermata dal metallo e dalla plastica, tenendomi l’obiettivo così vicino alla faccia che mi vedevo parlare riflesso nella lente ricurva.
Immortalato. Ripreso. Guardato da altre persone, per sempre.”
Ci troviamo sul set di un film porno. Qualcosa di quantomeno audace, ma non troppo, se pensiamo all’autore di questa sorta di romanzo trash, Chuck Palahniuk.

Gang Bang nasce nel 2008 dalla penna del famoso autore americano, dopo una lunga serie di romanzi che hanno conquistato il pubblico dei lettori degli ultimi anni, Fight Club, Soffocare, Invisible Monsters, Dannazione.

La diva del porno Cassie Wright sta per concludere la sua carriera con la più grande performance di massa – una gang bang, appunto, che vedrà coinvolti lei e altri 600 uomini. Uno dopo l’altro. Senza tregua alcuna.

Nella grande sala di attesa in cui questi 600 si intrattengono con salatini e chiacchiere pour parler, sono tre i personaggi, indicati unicamente con un numero, che portano avanti la narrazione: n. 137, n. 72 e n. 600.

“C’è quella vecchia barzelletta: per convincere una donna a recitare in un film a luci rosse devi offrirle un milione di dollari. Per convincere un uomo, basta chiederglielo. Anche se non è proprio una barzelletta. Non di quelle tipo ah, ah, ah. Fatta forse eccezione per noi habitué dell’industria, buona parte di questi emeriti sconosciuti ha visto l’annuncio sul retro della rivista porno «Adult Video News». Provino aperto. Un’erezione e un certificato medico a dimostrare che sei pulito: ecco che requisiti chiedevano. E poi, siccome qui nessuno fa il porno coi bambini, dovevi avere diciott’anni compiuti.”

Capitolo dopo capitolo, vedremo svelate le storie delle vite di questi personaggi, e le strade che ognuno di loro ha intrapreso per finire proprio lì, quel giorno, su quel set pornografico.

Ma più curiosa di tutte sarà la storia del numero 72, arrivato lì con un mazzo di rose in mano e uno sguardo farcito di malinconia. Sarà infatti lui a sostenere di essere il figlio di Cassie Wright, figlio concepito sul set di uno dei tanti film porno girati dalla nostra protagonista.

L’ormai matura Cassie è consapevole di quanto l’impresa di farsi ripassare da 600 uomini diversi sia quanto meno un suicidio. Un suicidio che frutterà un sacco di soldi. Perché se il sesso vende, vende ancora di più una morte così eroica. E a chi andrà il ricavato? All’unico erede.

Ma siamo sicuri che n. 72 sia figlio di Cassie Wright? Quali altre sorprese si prospettano in questa storia che sfiora i limiti del grottesco e trascende la mera rassegna di vite gettate in pasto all’ossessione?

“Il porno è qualcosa che puoi fare solo dopo che hai abbandonato ogni speranza” scrive Palahniuk, ed è una regola che vale per tutti i personaggi, vittime del proprio passato, di una vita non scelta da loro.

Sarà Sheila, la coordinatrice della più grande performance mai ripresa, a portare un vento tutto nuovo all’interno della narrazione e a fare di Gang Bang un romanzo impregnato di femminilità. Perché nessuno aveva mai dipinto questa realtà dal punto di vista del gentil sesso. Nessuno prima aveva mai osato negare il dominio indiscusso, nel regno del porno, del maschio alpha, dei suoi bisogni e desideri.

“Nessuno che si sia mai preso il disturbo di leggere un po’ di teoria femminista al di là di quelle scemenze desuete di Andrea Dworkin. Niente di orientato al “sex-positive”. Niente sulla falsariga di Naomi Wolf. “Vengo, dunque sono…” No. Una donna, che sia una concubina da chiavare o una donzella da salvare, è sempre e soltanto un oggetto passivo, il cui unico scopo è soddisfare l’obiettivo del maschio.”

L’intero romanzo sembrerà dimostrare proprio il contrario di quanto Sheila dice nelle primissime pagine. L’intero romanzo è, senza ombra di dubbio, dominato dalla presenza femminile, dalla subdola capacità, unica nelle donne, di raggiungere qualsiasi scopo si siano prefissate. Di volgere una vita di stenti verso la luce. Di fare del destino travagliato di una diva del porno lo spunto per uno dei più grandi record mondiali.

Cassie Wright, una nuova Giocasta, una nuova Messalina, adorata e desiderata da tutti gli uomini della nazione, comparirà solo nei flash-back di Sheila e nelle ultime pagine, pur rimanendo viva nelle parole di tutti gli altri personaggi per tutta la durata del romanzo.

Un romanzo in cui, formalmente, non accade nulla. Niente di niente. E, al contempo, un romanzo in cui accade di tutto. Irriverente. Amaro. Intriso di una comicità, lucidità e ironia che non sfociano mai nella malizia, neppure quando la situazione lo richiederebbe.

Palahniuk è capace di parlare del porno con la tranquillità disarmante con cui si parla del tempo seduti a un tavolo del bar. Ed è qualcosa che vi contagerà. Quindi correte in libreria. Il porno più mozzafiato a cui abbiate mai assistito vi sta aspettando.

Shake Your Mind!

Fonti immagini:
1) www.bookrepublic.it
2) sentirsi.tumblr.com
3) mustaina.tumblr.com
4) nobreathleftinsideofme.tumblr.com