Immagine Header

Jane Eyre: indipendenza, volontà e coraggio (2 parte)

(…segue)


Il viaggio a Thornfield rappresenta la seconda fase di crescita della nostra protagonista.
Accolta in una bella e ricca dimora Jane si troverà a fare da insegnante alla piccola e vivace Adéle, chiacchierando con la governante Fairfaix nei momenti liberi.
La quotidiana e noiosa abitudine della vita a Thornfield prende presto il sopravvento sull’emozione iniziale. Jane si trova nuovamente chiusa nelle mura che la circondano, proprio come il suo trascorso a Lowood.
Il senso di “soffocamento” viene però sconfitto grazie alla presenza maschile del signor Rochester, proprietario della tenuta e padre della piccola Adéle.Emblematico è il loro primo incontro-scontro: Jane si trova a soccorrere il suo padrone che, caduto da cavallo nella strada verso casa, le chiede aiuto per rialzarsi. Questo fatto, letto in un secondo momento, fa trasparire la forza e la determinatezza della nostra eroina rispetto alla figura maschile.

Mr Rochester viene descritto come un uomo burbero, imponente, sarcastico, complicato e molto misterioso. Non è il classico uomo affascinante che si è soliti trovare nei romanzi dell’epoca e Jane, molto spesso, ne rimarca la poca bellezza.
Anche Jane ammette di non essere affatto bella, ma è dotata di un forte spirito, spigliatezza, umiltà che la rendono speciale agli occhi degli altri.

"Non conta l'aspetto. Tu sei Jane perché sei come me nell'animo, dopotutto cos'è l'aspetto?"

Giorno dopo giorno tra l’istitutrice e il suo padrone si crea un legame che va oltre il semplice rapporto lavorativo. Con la sua semplicità, pazienza e testardaggine Jane riesce a scavare nella durezza del carattere del Signor Rochester che ne rimane colpito a tal punto da innamorarsi della giovane ragazza.

L’autrice, mettendo da parte l’aspetto fisico dei personaggi come qualità principale, ha voluto enfatizzare l’importanza del carattere, l’innamoramento tra Jane e Rochester basato solo su ciò che i due hanno dentro, sulla potenza che l’amore ha nell’avvicinare e migliorare le persone oltre la semplice attrazione fisica. Nonostante la differenza sociale tra i due assistiamo ad un rapporto di equità, di profondo rispetto, di necessità reciproca.

"E il signor Rochester era sempre brutto ai miei occhi? No; la gratitudine, e molti sentimenti analoghi, tutti piacevoli e caldi, facevano del suo viso l'oggetto che più amavo vedere; la sua presenza, in una stanza, illuminava più del fuoco più ardente".

Ecco il momento di riscatto per tutta la sfortuna subita nell'infanzia della ragazza. Il futuro potrebbe essere finalmente avvolto da amore, da stabilità economica, da una felicità mai avuta. Eppure le belle notizie non sono mai così perfette come appaiono. Un segreto che avvolge la vita dell’uomo impedirà ai due amanti di convolare a nozze.

Jane dopo una frustrante e ragionata lotta tra mente e istinto decide di lasciare Thornfield e fuggire via dalle passioni e dal suo amato Rochester. Ancora una volta la protagonista dimostra la sua maturità e la sua tendenza a fare sempre e solo la cosa giusta, anche se la decisione da prendere può far soffrire gli altri e se stessa.
La terza fase è tormentata e sofferente. Jane è costretta a patire la fame, il freddo, rischiando più volte di morire. La sua tenacia e la sua predisposizione all’adattarsi a qualunque situazione la salvano da una morte sicura e le permettono di incominciare un nuovo percorso di crescita.

Jane si trova ora a Whitecross. Figura centrale di questa parte del romanzo è il Reverendo St. John Rivers, personaggio completamente opposto al Signor Rochester. Religioso, pragmatico e ambizioso, lontano da qualsiasi passione ed emozione, propone a Jane un matrimonio di convenienza: l’uomo ha bisogno della presenza della ragazza per accompagnarlo nelle sue missioni e in cambio lei avrebbe un futuro stabile, ma lontano da qualsiasi dimensione dell’amore. Jane si trova nuovamente di fronte ad un bivio: razionalità e sicurezza di una vita senza felicità contro passione, amore e tormento di un matrimonio con il Signor Rochester.

Ci troviamo al completamento del processo evolutivo. Jane ha raggiunto il suo equilibrio interiore ed è pronta a prendere la scelta giusta.
Il finale è emozionante, drammatico, “imperfetto”, ma dolcemente romantico. È da leggere tutto d’un fiato, cercando di vivere ogni emozione ed ogni passaggio insieme ai protagonisti.

(Vi lasciamo in sospeso sulla conclusione di Jane Eyre per non privare tutti i futuri lettori di questo pathos appena descritto)


#shakeyourmind e Buona lettura!