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La Signora delle Camelie e la forza dell'amore

La Signora delle Camelie è un romanzo di Alexandre Dumas figlio del 1848. L’opera, per il contenuto moralmente discutibile per l’epoca, gli avvalse il titolo di scrittore scandaloso.
I fatti narrati sono stati ispirati da una storia realmente accaduta: la protagonista Marguerite è la trasposizione letteraria della cortigiana Marie Duplesiss. Proprio come Marguerite anch’essa morì giovane di tisi.

Il titolo del romanzo permette al lettore di immergersi immediatamente nel racconto.
Le camelie erano il fiore preferito dalla bella cortigiana, che nelle uscite pubbliche mostrava per cinque giorni al mese delle camelie rosse e per i restanti venticinque bianche. Il narratore afferma di non aver mai capito la motivazione di tale scelta, ma si può ben supporre che fosse uno stratagemma per far capire ai suoi clienti i giorni in cui non fosse disponibile.

Parigi, rue d’Antin 9, un’asta immobiliare mette in vendita mobili e pregiati oggetti della proprietaria, morta da poco, per ripagare i debiti contratti in vita. L’appartamento apparteneva ad una giovane donna, una ricca prostituta francese, Marguerite Gautier.

« Il narratore non era a conoscenza della morte di Margherita perché tanto più la vita di queste donne incuriosisce e fa rumore, tanto più la loro morte passa inosservata. »

Il narratore, di cui non si conosce l’identità, decide di recarsi alla vendita dopo averne letto la notizia su avviso.
Ha inizio cosi la storia della Signora delle Camelie. Visitando la casa e parlando con alcune persone il narratore scopre di aver conosciuto in passato Marguerite. Il suo interesse aumenta alla vista di un libro messo all’asta, Manon Lescaut, e diventa ancor più curioso dopo avere notato una frase scritta in prima pagina. Arrivato a casa non perde tempo a leggere la dedica di un certo Armand Duval "Manon a Marguerite. Umiltà".

Pochi giorni dopo il misterioso Armand si presenta a casa del narratore, pregandolo di vendergli il libro a lui tanto caro e prezioso ricordo. Si inizia a delineare la figura dell’uomo che non sembra essere un semplice amante di una mantenuta. Dietro la disperazione per la perdita della donna si celano sentimenti più profondi, che coinvolgono il narratore nell’ascoltare la sua storia.

Grazie al racconto di Armand e all’aiuto di alcune lettere il lettore può rivivere la sofferente e faticosa storia d’amore tra l’elegante giovane e la voluttuosa cortigiana. Una relazione paradossalmente impossibile da vivere in una società controllata dal perbenismo francese.

"Quante strade prende e quanti pretesti adduce il cuore per arrivare a quello che vuole!"

L’amore della coppia si mostra puro e sincero. Insieme scelgono di oltrepassare il senso del decoro, ribaltano la morale francese che permette ad un giovane di avere un’amante, ma che gli vieta di innamorarsene. Il loro legame è cosi forte che la stessa Marguerite decide di abbandonare la vita di lusso e di protezione che aveva vissuto fino a quel momento; sceglie di non essere più una cortigiana, di cambiare se stessa pur di riuscire a rendere felice il suo amato.

"Essere veramente amato da una cortigiana, è una vittoria ben diversamente ardua. In esse l’anima è consumata dal corpo, il corpo è bruciato dai sensi, i sentimenti sono corazzati dal vizio"

Le leggi del cuore spingono l’uomo a imprese impossibili pur di vivere isolati con la propria dolce metà. A volte però il "troppo amore" conduce a scelte difficili da prendere. Dumas, attraverso la figura di Marguerite, cerca di raccontare la potenza dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Si combatte, si cambia, ma bisogna capire quando è il momento di lasciar andare il proprio compagno se la felicità della coppia rischia di rovinare la vita del singolo. L’amore di Marguerite si dimostra forte anche in questo.

"Non voglio trarre da questo rac­con­to la con­clu­sione che tutte le
giovani come Marguerite sono capaci di fare quello che lei ha fatto;
tutt’altro, ma ho avuto la prova che una di esse aveva provato nella
sua vita un amore vero, che ne aveva sofferto, e che ne era morta."