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L’importanza di essere Ernesto, l’importanza di un nome (parte 1)

L’Importanza di essere Ernesto, conosciuto anche come L’importanza di essere Onesto, è considerato da molti il capolavoro teatrale di Wilde.

L’intera opera, fin dalla scelta del titolo, si basa su un continuo e arguto gioco di parole.
Il titolo in lingua originale  "The Importance of Being Earnest" ruota attorno all’aggettivo earnest che significa «serio», «sincero», «onesto». Nell’inglese moderno l’utilizzo di questo aggettivo fa riferimento ad una persona coscienziosa, affidabile, sicuro di se stesso e di quello che fa. Earnest trova somiglianza fonica anche con il nome Ernest, Ernesto, identico nella pronuncia, ma con il quale non vi è nessun legame apparente.

Ecco qui presentato il gioco della commedia: le signorine protagoniste sono attratte e sognano di trovare un uomo che si chiami Ernesto, perché il nome sembra portare intrinsecamente una garanzia di fedeltà, di onestà e sicurezza.

I traduttori italiani hanno provato a ricreare il bisticcio tra l’aggettivo e il nome proprio proponendo la versione del titolo "L’importanza di essere Franco", anche se l’effetto creato non è lo stesso della lingua originale.

L’ambiguità dell’aggettivo earnest torna presente anche nel sottotitolo dell’opera: "commedia frivola per persone serie". Due sono i significati possibili: la prima sembrerebbe essere una giustificazione di Wilde nei confronti dei lettori, quasi come se volesse far intendere che le persone «serie» potrebbero trovare frivola questa storia.
La seconda versione è diametralmente opposta; la commedia leggera è consigliata a persone serie, argute.

Il gioco di parole è la base sul quale si fonda il paradosso dell’intera opera.
Un nome può essere tanto importante?
Per l’aristocrazia vittoriana descritta da Wilde la risposta è assolutamente si. I valori morali, le qualità intellettuali, la bellezza non contano nulla rispetto al nome di battesimo che si possiede. In poche parole non è importante la persona in sé, ma il nome. La persona si può cambiare, si può adattare alle circostanze, ma se si nasce con un nome sbagliato non c’è alcun rimedio.

Chiamarsi nel modo giusto è la chiave di accesso ad una vita felice e senza ostacoli. Si possono possedere case in campagna, terreni, ricchezze e virtù, ma le dame inglesi vogliono solo un uomo che abbia un bel nome.
E per i poveri sfortunati che non hanno questa fortuna? Non resta che battezzarsi!